Piazza San Marco con la torre dell’Orologio, Venezia - Canaletto

Piazza San Marco con la torre dell’Orologio, Venezia - Canaletto

questa straordinaria carismatica composizione, è un Unicum nel repertorio di Canaletto. La torre dell'Orologio appare spesso nelle sue opere ma solo qui, uno dei monumenti più rappresentativi del primo Rinascimento veneziano, progetto dell'architetto Mauro Codussi, è il soggetto principale

Il campanile di san Marco con la Loggetta sansoviniana e una parte della facciata della Basilica di San Marco, incorniciano l'immagine per uno studiato equilibrio prospettico; l'intento di fissare su tela l'immagine dei monumenti che circoscrivono questa zona della piazza, così come rimangono nella memoria del visitatore, è egregiamente raggiunto.

Le figure di varia umanità, popolani, orientali, ecclesiastici, sono disposte per piani paralleli, inserite con studiata collocazione nello spazio e nel tessuto coloristico del dipinto. Un importante pentimento nel primo piano, visibile anche a occhio nudo - la cancellazione di un procuratore vestito di rosso - indica che Canaletto ha preferito per le vesti, i colori intonati con le architetture e il cielo, i marroni, i bianchi e gli azzurri; un solo consistente tocco di rosso è la bandiera sulla balconata vicino alla torre. Le figure della versione finale sono comunque ben caratterizzate, alcune dotate di forte personalità, segno che l'artista è particolarmente impegnato in questa commissione.

Il ragazzo al centro, pittoresco vagabondo con cappello a falde, è un'apparizione unica, mentre il gentiluomo vicino alla basilica, con mantello azzurro, parrucca e naso appuntito, e il solitario osservatore vicino alla Loggetta, con tricorno e mantello blu ornato di bottoni d'oro, ritornano in altre opere dello stesso periodo.

Piazza San Marco con la torre dell'Orologio, Venezia - Canaletto, 1730 circa Piazza San Marco con la torre dell’Orologio, Venezia - Canaletto, 1730 circa

Il nome di Canaletto si associa alle vedute di Venezia, parte fondamentale del mito della Serenissima, immagini che hanno riscosso fin da subito un successo straordinario e fatto sognare i turisti britannici del Grand Tour.

Canaletto non è solo questo. Emerge come pittore contemporaneamente al giovane Giovanni Battista Tiepolo, affrontando da scenografo teatrale, quale era il giovinezza, con pennellate impetuose e luce drammatica, le prime vedute di Venezia e i capricci; si rivela fin da subito instancabile sperimentatore, alla ricerca di sempre nuovi soggetti, composizione, tecniche, effetti; è artigiano umile, continuamente al lavoro, supremo disegnatore, cronista splendido delle feste, inventore dei capricci più sorprendenti e squisiti, impetuoso pittore di rovine romane, capace di infondere lampi di genialità al genere esercitato a Roma da Giovanni Paolo Pannini; e ancora, testimone della civiltà inglese del Settecento.

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