Pessimismo e progressismo nel pensiero leopardiano

Pessimismo e progressismo nel pensiero leopardiano

Personaggi. Venerdi, 14 Ottobre 2016. visite: giorni 204 Classifica 45.2 %

La polemica contro l’ottimismo progressista:

Leopardi è a Firenze, qui si confronta con i letterati liberati e in questo periodo si instaura un rapporto intenso con le correnti ideologiche del tempo. È una nuova forma d’impegno, però un impegno esclusivamente negativo, polemico. La critica di Leopardi si indirizza contro tutte le ideologie ottimistiche che esaltano il progresso e un miglioramento indefinito della vita degli uomini. Bersaglio politico sono inoltre le tendenze di tipo spiritualistico e neocattolico che, tramontato l’Illuminismo, si vanno sempre più affermando nel periodo della Restaurazione. A queste ideologie contrappone le proprie concezioni pessimistiche che escludono ogni miglioramento della condizione umana, affermando che l’infelicità e la sofferenza sono dati di natura, eterni. Allo spiritualismo di tipo religioso, Leopardi contrappone invece il suo duro materialismo che nega ogni speranza in un’altra vita.


GIACOMO LEOPARDI: PENSIERO FILOSOFICO - A questo periodo di contrasto risalgono oltre al Ciclo d’Aspasia delle opere minori che proiettano una luce sulla posizione di Leopardi facendo uso dell’ironia che lui si trascina dal periodo delle operette e queste sono appunto opere dove lui chiarisce la sua posizione rispetto al progresso. Esempio è la Palinodia al marchese Gino Capponi, inclusa nei Canti, è una sorta di satira di sapore pariniano nei confronti della società moderna e della sua fede nelle conquiste del progresso sociale e tecnologico, che ha la forma di un’ironica ritrattazione (palinodia significa appunto ritrattazione). Quindi Palinodia è una poesia satirica scritta in versi, non è quindi una poesia lirica. Gino Capponi era il massimo rappresentante del gruppo dei liberati con il quale ebbe una discussione sul progresso. Perché oramai c’è la rivoluzione industriale e si può vedere come il progresso sarà una mina vagante della letteratura.


IL PENSIERO FILOSOFICO DI LEOPARDI - Mentre in un primo momento Leopardi si era frapposto ai liberati, successivamente ritratta la sua posizione in modo ironico con il ribaltamento ironico, assumendo una posizione opposta alla sua mediante l’assunzione di un falso punto di vista. Nella palinodia si scaglia contro i liberati che si scontrano con il pensiero illuminista e umanista e quindi quello di Leopardi. Da un lato richiama la ricerca razionale dove la razionalità attua una ricerca del vero che ci allontana dalla poesia ma dall’altro questa razionalità ci fa concepire la vera essenza delle cose. In questo periodo in primo luogo Leopardi ha un nuovo rapporto con l’uomo riscoprendo la sua dignità mentre in secondo luogo ha un riattaccamento alla chiesa e ai cattolici liberali di cui faceva parte Manzoni che nella sua opera propone un nuovo tipo di società. Leopardi accusa il gruppo degli intellettuali sostenitori della chiesa per aver inculcato negli uomini un inganno storico dove Dio avrebbe messo l’uomo al centro dell’universo ma non è così perché tutto si incentra sulla natura. Al di fuori dei canti si hanno invece i Paralipomeni. Nei Paralipomeni Leopardi sotto la veste favolosa, discute degli avvenimenti politici del 20-21 e del fallimento dei moti liberali. Leopardi critica il liberalismo moderato dei patrioti non in nome di posizioni politiche più avanzate ma dal punto di vista del suo pessimismo assoluto che nega ogni possibilità di miglioramento politico.



RIASSUNTO PENSIERO DI LEOPARDI - La Ginestra e l’idea leopardiana di progresso: Una svolta essenziale i presenta con La Ginestra, il testamento spirituale di Leopardi, la lirica che chiude il suo percorso poetico. Il componimento ripropone la dura polemica antiottimistica. Però qui Leopardi non nega più la possibilità di un progresso civile: cerca anzi di costruire un’idea di progresso proprio sul suo pessimismo.


Adesso mi sento...