Padre e figlia davanti a sant’Orsola: ipotesi di una collaborazione

Padre e figlia davanti a sant’Orsola: ipotesi di una collaborazione

Luigi Coletti ipotizzò una collaborazione fra padre (Tintoretto) e figlia (Marietta) per uno dei quadri più controversi di Tintoretto, il Martirio di sant'Orsola molto popolare a Venezia

La storia di sant'Orsola, divulgata dalla Legenda Aurea di Jacopo da Voragine, è una favola di grande presa sui lettori, perché alla inevitabile cronaca di un martirio unisce la peripezia, l'avventura, l'epica, il viaggio, perfino l'amore respinto. 

Orsola è la figlia di un re. Ha offerto a Dio la sua verginità e quando Ethero, il figlio del pagano re degli Angli, la chiede in sposa, non potendo il padre per ragioni politiche rifiutare la proposta, accetta: ma a una condizione. Gli chiede una dilazione di tre anni e la promessa di Ethero di convertirsi e nel frattempo istruirsi nella vera fede. Gli chiede come accompagnatrici dieci vergini, ognuna delle quali con un seguito di mille altre vergini.

Il re bretone ama troppo la figlia e le concede ciò che vuole. Quindi, mentre un'immensa folla si reca ad assistere all'insolito spettacolo, Orsola parte con le undicimila compagne. A bordo delle navi affrontano la tempesta e infine approdano a Colonia, e Basilea, da dove proseguono a piedi il viaggio fino a Roma. 

Tornate a Colonia, scoprono che la città è caduta in mano agli Unni, i quali si avventano sulla compagnia come lupi sulle pecorelle. Undicimila vergini vengono sterminate. Resta viva solo Orsola. Il principe degli Unni, colpito dalla sua bellezza, promette di salvarle la vita e la chiede in sposa. Orsola - che ha ritrovato Ethero, il quale per ordine del Signore le è andato incontro per subire a sua volta il martirio - rifiuta di sposare il principe degli Unni e viene trapassata da parte a parte con una freccia. Ma gli Unni fuggono e Colonia viene liberata.

La versione nota a Jacomo e Marietta (la figlia) prevede che la santa riceva in sogno, a Colonia, la visita di un Angelo, che le profetizza il martirio, e che vada a Roma in pellegrinaggio, con il corteo di undicimila vergini, cui si aggiungono via via vescovi, cardinali e regine. Il papa Ciriaco la accoglie e, sedotto dall'ardore della giovane, rinuncia alla tiara, suscitando uno scandalo tale che il suo nome verrà cancellato dall'elenco dei pontefici. La scorta finché s'imbarca con le donne sulle navi che le ricondurranno a Colonia, dove Orsola e le undicimila vergini verranno massacrate (anche il papa morirà).

Ma il telero di Tintoretto sintetizza i diversi momenti narrativi, scompaginando l'ordine cronologico dei fatti, rompendo arditamente le sequenze. Non sappiamo dove ci troviamo: se alle foci del Tevere o nei dintorni di Colonia, se le donne sono appena arrivate o se stanno partendo. In primo piano c'è la santa, seguita dal vescovo - e dal papa - e dal corteo delle undicimila vergini: le prime riconoscibili, eleganti, adorne di veli e gioielli, le ultime ridotte a bianchi, diafani fantasmi. Sullo sfondo si stagliano le sagome massicce e però indefinite delle navi. Dal cielo scende l'Angelo, che porge alla ragazza, ignara, la palma del martirio. Dunque il viaggio e il sogno si fondono - come se tutto dovesse ancora accadere, o fosse già accaduto.

Il martirio di sant'Orsola - Jacomo Tintoretto Il martirio di sant’Orsola - Jacomo Tintoretto

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Sant'Orsola, la vergine amatissima dal re suo padre, che rimanda la consumazione del matrimonio, che guida un esercito di donne, che compie un pellegrinaggio attraverso l'Europa, che converte uomini, che comanda una nave ed è una donna-capitano, era una santa popolarissima fra le donne e le ragazze. 

Era anche una santa dalla forte identità «nazionale» - popolarissima in Germania, perché le spoglie sue e delle sue compagne venivano venerate a Colonia. Sul luogo del loro martirio infatti era stata eretta una cattedrale, divenuta meta di pellegrinaggi da tutta Europa. Se tutti questi indizi non fanno una prova, è pur vero che nessun altro soggetto era più congeniale a Marietta, una giovane donna amatissima dal padre, che si sposò tardi, come se avesse a lungo rifiutato il matrimonio, che si era vestita da maschio e aveva rivelato virtù virili, che era tedesca e in qualche modo rimase sempre una straniera. Inoltre Marietta, era devota a sant'Orsola.

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