Orazio, Epistole: Libro 01 - A Quinzio

Orazio, Epistole: Libro 01 - A Quinzio

Latino: dall'autore Orazio, opera Epistole parte Libro 01 - A Quinzio

Ne perconteris, fundus meus, optime Quincti,aruo pascat erum an bacis opulentet oliuae,pomisne et pratis an amicta uitibus ulmo,scribetur tibi forma loquaciter et situs agri Per evitare che tu mi domandi, impagabile Quinzio, del mio fondo, se è il seminato a sostenermi o le sue olive a rendermi ricco, piú che i frutteti, i pascoli o le viti che rivestono gli olmi, ti descriverò lungamente l'aspetto e il luogo della mia campagna
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Orazio, Epistole: Libro 01 - 02 (visits 43)
Continui montes, ni dissocientur opaca ualle, sed ut ueniens dextrum latus aspiciat sol,laeuum discedens curru fugiente uaporet ; temperiem laudes Montagne ininterrotte, tagliate in due dall'ombra di una valle, che al suo sorgere il sole illumina sul fianco destro e al tramonto col suo carro veloce nella bruma riscalda sul sinistro: un clima da sognare
Quid, si rubicunda benignicorna uepres et pruna ferant, si quercus et ilexmulta fruge pecus, multa dominum iuuet umbra E immagina cespugli generosi coperti di prugne e rosse corniole, querce e lecci che agli animali forniscono mangime in abbondanza e al padrone tutta l'ombra che vuole
Dicas adductum propius frondere Tarentum diresti che qui è venuta Taranto con il suo verde intenso
Fons etiam riuo dare nomen idoneus, ut necfrigidior Thraecam nec purior ambiat Hebrus,infirmo capiti fluit utilis, utilis aluo C'è anche una sorgente in grado di dare al suo corso un nome: piú pura e piú fresca dell'Ebro che attraversa la Tracia, scorre benefica per i malanni del capo e per quelli del ventre
Hae latebrae dulces et, iam si credis, amoenae incolumem tibi me praestant septembribus horis Dolcissimo rifugio e ridente, come ora sai, che per te mi conserva sano e salvo in questo scorcio di settembre
Tu recte uiuis, si curas esse quod audis Vivrai da uomo giusto se ti adegui alla fama
Iactamus iampridem omnis te Roma beatum;sed uereor, ne cui de te plus quam tibi credasneue putes alium sapiente bonoque beatum, neu, si te populus sanum recteque ualentemdictitet, occultam febrem sub tempus edendidissimules, donec manibus tremor incidat unctis Tutti a Roma, da tempo ti vantano felice; ma non vorrei, per quel che ti riguarda, che tu credessi piú agli altri che a te stesso, che tu ritenessi l'uomo felice altra cosa da quello saggio e onesto; e se la gente va dicendo sei sano e bene in forze, che dissimulassi all'ora di pranzo una febbre segreta, finché alle mani non ti prende il tremito
Stultorum incurata pudor malus ulcera celat da sciocchi nascondere le piaghe senza curarle per falso pudore
Siquis bella tibi terra pugnata marique dicat et his uerbis uacuas permulceat auris:Tene magis saluum populus uelit an populum tu,seruet in ambiguo qui consulit et tibi et urbiIuppiter, Augusti laudes adgnoscere possis;cum pateris sapiens emendatusque uocari, respondesne tuo, dic sodes, nomine Se parlando di guerre combattute da te per terra e mare, ti carezzassero le orecchie attente queste parole: Non permetta mai Giove, protettore tuo e della città, che si sappia se piú preziosa è la vita del tuo popolo per te o per il popolo la tua, tu riconosceresti subito l'apologia di Augusto; ma quando lasci che ti chiamino saggio e senza difetti, dimmi la verità, non pensi forse che si parli di te

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