One Hundred Live and Die - Bruce Nauman

One Hundred Live and Die - Bruce Nauman

Di primo acchito appare come un'opera di una banale ripetitività, sembra di facile comprensione ma a ben vedere ha una complessa e destabilizzante struttura che mette in questione il tema cruciale del vivere e morire, creando una tensione visiva e concettuale tale da coinvolgere direttamente anche la dimensione esistenziale privata dello spettatore

Si tratta di un word piece, una monumentale installazione a parete fatta di quattro sequenze verticali uguali, ciascuna formata da venticinque brevi frasi di sole tre parole scritte con lettere fatte di tubi al neon di diversi colori (rosso, blu, bianco, giallo, rosa, viola ecc.).

Nella prima e nella terza colonna c'è un elenco di parole (verbi e sostantivi) relative a ogni sorta di azioni, emozioni e condizioni umane collegate con l'azione del morire, mentre nella seconda e nella quarta fanno da contrappunto le stesse parole (sulle linee corrispondenti) collegate all'azione del vivere.

Leggendo le frasi accoppiate (nella prima e nella seconda colonna, e poi nella terza e nella quarta), vediamo che la lista inizia in modo categoricamente assoluto con live and die / live and live e die and die / die and live, e prosegue con shit and die / shit and live; piss and die / piss and live; […].

In totale queste locuzioni contrapposte sono 100.

One Hundred Live and Die - Bruce Nauman, 1984 One Hundred Live and Die - Bruce Nauman, 1984

I messaggi si accendono e si spengono secondo un programma elettronico molto vario e irregolare, che pare essere del tutto casuale e quindi imprevedibile, con combinazioni di ogni genere, fino a uno spettacolare gran finale in cui tutti gli elementi sono illuminati contemporaneamente.

Di fronte a questo lavoro la prima impressione è di avere a che fare con una sfavillante insegna pubblicitaria, o magari con qualche caleidoscopica decorazione luminosa di una discoteca o di un parco divertimenti. L'effetto immediato è divertente, ma poi il tutto diventa più inquietante e sconcertante quando la sequenza ripetitiva con le sue continue variazioni incomincia a martellare in modo sempre più perentorio e ossessivo, trasformando l'apparenza ironicamente ludica del display in un dispositivo che con il suo ritmo incalzante innesca considerazioni molto più serie.

Se l'osservatore inizia a leggere quelle frasi non come un elenco generico e impersonale ma da una prospettiva soggettiva, si rende subito conto che sono tutte cose che lo riguardano direttamente, e che sono aspetti della propria esistenza come di quella di chiunque altro. E ogni indicazione può collegarsi strettamente con la propria esperienza di vita da molti punti di vista.

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