Una seconda versione, databile in base a un trascurato pagamento, al 1609 per la famiglia Buonvisi di Lucca, è purtroppo ridotta a un illeggibile brandello. Nello stesso 1609 Luca Ciamberlano realizzò la stampa che permette di conoscere il soggetto, che viene riprodotto più tardi anche in una stampa del 1815 di Raffaello Morghen. In pessime condizioni conservative, molto ridipinta, è purtroppo anche la pala oggi a Monaco, dove giunse da Firenze nel corso del Settecento. La bella invenzione, forse anche per le condizioni, è stata fin troppo considerata una derivazione dal modello della Chiamata di sant'Andrea mentre la tela degli Uffizi consente di apprezzare la forza e l'autonomia del soggetto.
Ben diversa, infine, nell'invenzione Buonvisi, l'idea stessa del momento in atto, con l'incontro di Maddalena con il Cristo risorto che si ritrae di fronte alla santa che si protende verso di lui con impeto, mentre nella versione di Monaco e degli Uffizi si instaura fra loro un sommesso dialogo ed è il Cristo a tendere la mano alla santa sorpresa e commossa.









