Nel cuore della Val d’Ultimo, dove i larici secolari raccontano il tempo e l’immobilità della vita

Nel cuore della Val d’Ultimo, dove i larici secolari raccontano il tempo e l’immobilità della vita

A 1.400 metri di altitudine, al di sopra del ristorante Lërchengarten, c'è un'area che richiama molti visitatori: si tratta dei celebri larici millenari della Val d'Ultimo. Una fontanella che gorgheggia, alcune panchine, un sentiero in salita e tre grandi alberi circondati da un bosco fitto, addossato al fianco della montagna

Le cronache raccontano di un episodio avvenuto nel 1930, quando un temporale abbatté un quarto grande larice. Qualcuno ne contò i cerchi: 1.900, 2.000, 2.200, a seconda delle narrazioni. Da allora vengono considerati alberi coevi e bimillenari.

Recentemente è stata commissionata un'ispezione dendrocronologica che ha determinato che l'età di uno dei tre, il primo salendo lungo il sentiero, quello col grosso bernoccolo — ma c'è chi ci vede un enorme fondoschiena — è di almeno 850 anni. Questo esemplare ha una circonferenza pari a 850 cm e un'altezza che supera i 30 metri, come il secondo, stretto e sottile e la cui cima viene coadiuvata da tre tiranti. 700 cm la circonferenza del tronco. E poi c'è il cannocchiale, un troncone a imbuto, in parte poggiato su un muretto, dentro il quale si può entrare e sbirciare la luce che entra dall'alto, dove è stato spezzato di netto. Ci sono diverse sequoie simili in California. Questo ha invece una circonferenza del tronco di circa 870 cm, ma si stringe molto risalendo, e la sua altezza supera di poco i 20 metri, considerando che per metà sono giovani fronde sopra la cima. L'ultima volta che li avevo visitati ne avevo ricavato un'impressione pessima, quasi da fine dei giochi, ci sono tornato nell'agosto dell'anno passato, durante la stesura di queste pagine, e ho felicemente ammirato fronde rigogliose.

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Tags: #trees
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