Montale. Profili di storia letteraria di Casadei

Montale. Profili di storia letteraria di Casadei

Montale è oramai considerato il più grande poeta del Novecento, sicuramente un punto di svolta

Questa svolta di Montale consiste nel trovare oramai superati sia il simbolismo che le avanguardie. Montale ha superato inoltre la fase tardo-ottocentesca dei 3 grandi autori italiani: PASCOLI, D’ANNUNZIO e CARDUCCI. Di fatto sappiamo che nella prima parte della sua produzione il problema di Montale era questo: ricollegarsi alla tradizione senza essere tradizionalista. // OSSI DI SEPPIA. Soprattutto negli OSSI DI SEPPIA possiamo riconoscere una lettura problematica del reale, necessaria dopo aver scoperto che l’uomo e la natura non si corrispondono. Da ciò nasce il MALE DI VIVERE, ossia la condizione in cui giace l’uomo che si pone domande sul vivere, una condizione di sofferenza esistenziale. In generale gli OSSI cercano di far emergere nel lettore un’interrogazione sul senso dell’esistere. Nonostante la compattezza della forma, riesce nel suo intento.

L’IO degli Ossi di seppia riesce solamente a dire “ciò che non è, ciò che non vuole”. Montale sembra aver accettato le riflessioni di Leopardi, ma non cerca una soluzione, cerca piuttosto una TOLLERABILITA’ DEL VIVERE. Montale propone le stesse situazioni di Alcyone, nelle quali si trova la caducità, ma non il dubbio dell’ignoranza.  // Più avanti scriverà LE OCCASIONI e LA BUFERA E ALTRO, nelle quali emerge un’innovazione Montaliana: quella degli OGGETTI, oggetti quotidiani che rimandano però a qualcos’altro, sono CORRELATIVI OGGETTIVI. Tramite le EPIFANIE ci si rende conto del significato nascosto degli oggetti. Dalla seconda raccolta comprendiamo come anche l’amore sia un modo per definire l’io con un gioco di rimandi // Infine possiamo dire che Montale crea una poesia metafisica, nella quale ha un legame profondo con Dante e Petrarca. Quando la mitizzazione della donna terminerà, comincia la curva discendente di Montale, il quale avrò un progressivo ritorno a una realtà priva di grandiose trasfigurazioni.

Nell’ultima fase della propria produzione Montale non si dedicherà tanto alla poesia quanto alla prosa e ad articoli di giornale. Pubblicherà nel 56 LA FARFALLA DI DINARD, una raccolta di racconti di fantasia e di invenzione. Sembrano quasi un completamento delle poesie precedenti. Sappiamo che il secondo dopoguerra porta alla massificazione, che rende inumana l’opera d’arte. In un periodo in cui è necessario esprimersi, Montale farà uscire delle pubblicazioni in cui ribadisce la propria posizione nei confronti delle arti e della società contemporanea, come AUTO DA FE’. Continuerà dunque a deministificare nell’ultima fase della propria poesia. La scelta di Montale è quella della comicità come risposta alla società, ossia dell’inclusione di ogni aspetto della realtà che possa essere illustrato in modi ironicamente capovolti.

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