Meret Oppenheim e la costruzione di un’identità artistica oltre il surrealismo

Meret Oppenheim e la costruzione di un’identità artistica oltre il surrealismo

All'inaugurazione della sua prima grande retrospettiva, tenuta al Moderna Museet di Stoccolma nel 1967, Meret Oppenheim accoglie i visitatori all'ingresso con un'amichevole stretta di mano. Ma il gesto apparentemente così cordiale produce in loro un'imbarazzata reazione di sconcerto e di ripulsa…

l'artista indossa un guanto con mezze dita, quasi invisibile, ricoperto sul palmo da una pelliccia setolosa. Con questa piccola performance Oppenheim ha voluto ironicamente trasmettere il fastidio di essere conosciuta quasi solo come l'autrice del Déjeuner en fourrure (Colazione in pelliccia), stimolando in modo "urticante" il pubblico a scoprire la ben più articolata creatività dell'insieme dei suoi lavori esposti

A partire da quella mostra la sua fama è cresciuta senza sosta, e l'artista svizzera si è impegnata a costruire un'immagine di se stessa come personalità indipendente rispetto al cliché che la imprigionava nelle maglie per lei troppo strette del movimento surrealista, dato che la maggior parte della sua ricerca si era sviluppata dagli anni cinquanta in poi. In particolare Oppenheim ha voluto dimostrare la sua vera identità artistica prendendo le distanze dal ruolo di "musa" degli artisti uomini, di affascinante e disinibita donna-oggetto

Quote start

C'è una cosa che non voglio che mi si chieda.
Mi hanno domandato così spesso: come le è
venuta l'idea della Colazione in pelliccia? Non ne posso più.
Meret Oppenheim

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Dèjeuner en fourrure - Meret Oppenheim, 1936 Dèjeuner en fourrure - Meret Oppenheim, 1936

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EPISODIO AL Café de Flore

Un pomeriggio Oppenheim è seduta insieme a Picasso e a Dora Maar a un tavolo del Café de Flore sul boulevard Saint-Germain a Parigi. Meret ha al polso un braccialetto metallico ricoperto di pelliccia d'ocelot (una sua creazione di moda per Elsa Schiaparelli), che viene molto ammirato. Picasso ridendo dice che si potrebbe ricoprire di pelliccia qualsiasi cosa e Meret, che stava bevendo una tazza di tè, risponde: «Anche questo piattino e questa tazza».

E continuando a scherzare chiede al cameriere «Garçon, ancora un po' di pelliccia!» intendendo un copritèria per tenere al caldo il tè.

Qualche tempo dopo viene invitata a partecipare alla "Exposition surréaliste d'objets" alla Galerie Charles Ratton (maggio 1936), e per quell'occasione compra una tazza da tè con piattino e un cucchiaino ricoprendoli con il pelo morbido di una pelle di gazzella. Intitola la sua opera semplicemente Objet, che però viene ribattezzata da André Breton Déjeuner en fourrure, con un'allusione al dipinto di Manet, e in particolare al romanzo erotico di Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, la cui storia inizia con il narratore che sta bevendo un tè con l'amico Severin.

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