Ebbe un successo strepitoso un quadro di Léon Cogniet dal titolo Le Tintoret et sa fille o anche Le Tintoret peignant sa fille morte. Fu esposto al Salon di Parigi nel 1843. Cogniet era stato all'Accademia di Francia a Roma fra il 1817 e il 1822. Poteva aver sentito parlare di Marietta in Italia. Nel catalogo veniva descritto nel modo seguente
![]()
Le Tintoret et sa fille Marie. La fille et élève du célèbre peintre vénitien mourut à la fleur de l'âge en 1590. Le Tintoret vient pour tracer une dernière image de son enfant bien-aimée
![]()
Maybe you might be interested
Padre e figlia davanti a sant’Orsola: ipotesi di una collaborazione
Luigi Coletti ipotizzò una collaborazione fra padre (Tintoretto) e figlia (Marietta) per uno dei quadri più controversi di Tintoretto, il Martirio di sant'Orsola molto popolare a Venezia
Nella Villa Belgiojoso Bonaparte a Milano, oggi Museo dell'Ottocento italiano, c'è un quadro del 1861 di Eleuterio Pagliano intitolato La morte della figlia del Tintoretto. Lei è l'eterna figlia: non ha neppure un nome. Però è la protagonista del quadro. Il celebre pittore, invece, quasi nemmeno si vede. In ginocchio sul pavimento, è una schiena curva, accasciata sulla coperta, una testa, una massa di capelli. Del volto così nascosto si intuisce appena la barba grigia. Marietta, al contrario, occupa quasi per intero la superficie del dipinto.
Siamo in casa del pittore, a spiare in una quotidianità ordinaria interrotta dalla morte. Alle spalle di Tintoretto c'è una tenda, aperta come un sipario: sullo sfondo, una valigia aperta da cui spuntano delle stoffe bianche, forse una camicia, una cartella di cuoio che contiene fogli e disegni, e una tavolozza sulla quale sono sbadatamente appoggiati dei pennelli. Dalla parte opposta, in basso a destra, c'è un comodino, su cui giacciono una corona di fiori bianchi e una rosa. Ma tutto questo rappresenta solo la cornice, perché al centro della scena c'è lei.
Il letto di morte è sollevato dal pavimento, come una pedana. La figlia di Tintoretto, in primo piano, è la prima attrice della scena. Distesa fra le lenzuola, sotto una coperta rosso sangue che evoca la tragedia, è supina - la sua pelle di marmo illumina la scena più della mesta candela ai piedi del letto. Le sue braccia diafane sono più bianche delle lenzuola. La mano sinistra, poggiata sul petto, stringe un crocifisso. Pallida come Margherita Gauthier, la bocca socchiusa, i capelli biondi sparsi sul cuscino, la figlia di Tintoretto morente è bella come un Angelo preraffaellita.










