Livio, Ab urbe condita: Libro 40; 36 - 40

Livio, Ab urbe condita: Libro 40; 36 - 40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 40; 36 - 40

[36] Legatus ad ea, quae interrogatus erat, respondit neque se neque quemquam alium divinare posse, quid in animo Celtiberi haberent aut porro habituri essent

Itaque negare non posse, quin rectius sit etiam ad pacatos barbaros, nondum satis adsuetos imperio, exercitum mitti

Novo autem an vetere exercitu opus sit, eius esse dicere, qui scire possit, qua fide Celtiberi in pace mansuri sint, simul et qui illud exploratum habeat, quieturos milites, si diutius in prouincia retineantur

Si ex eo, quod aut inter se loquantur aut succlamationibus apud contionantem imperatorem significent, quid sentiant, coniectandum sit, palam vociferatos esse aut imperatorem in provincia retenturos aut cum eo in Italiam venturos esse
[36] Il legato a queste domande rispose che né lui né altri poteva indovinare che intenzioni avessero o avrebbero avuto in seguito i Celtiberi

Perciò non poteva negare che di fronte a dei barbari anche domati, ma non ancora adattati a un donìinio, era sempre migliore norma mandare un esercito

Se poi ci volesse un esercito nuovo o quello di prima, questo spettava dirlo a chi fosse in grado di sapere con quale sincera irttenzione i Celtiberi sarebbero rimasti in pace, e al tempo stesso a chi sapesse di certo che i soldati, trattenuti più a lungo nella provincia, vi si sarebbero rassegnati

Se si doveva giudicare dei loro sentimenti dai discorsi che facevano fra di loro e da ciò che lasciavano intendere con le loro interruzioni quando il capo li arringava, ebbene, avevan gridato a chiare note che o avrebbero trattenuto in provincia il loro capo o sarebbero venuti in Italia con lui
Disceptationem inter praetorem legatumque consulum relatio interrupit, qui suas ornari provincias, priusquam de praetoris exercitu ageretur, aequum censebant

Novus omnis exercitus consulibus est decretus, binae legiones Romanae cum suo equitatu, et socium Latini nominis quantus semper numerus, quindecim milia peditum, octingenti equites

Cum hoc exercitu Apuanis Liguribus ut bellum inferrent, mandatum est

P Cornelio et M Baebio prorogatum imperium iussique provincias obtinere, donec consules venissent; tum imperatum, ut dimisso, quem haberent, exercitu reverterentur Romam

De Ti Sempronii deinde exercitu actum est

Novam legionem ei quinque milium et ducentorum peditum cum equitibus quadringentis consules scribere iussi, et mille praeterea peditum Romanorum, quinquaginta equites, et sociis nominis Latini imperare septem milia peditum, trecentos equites
Alla discussione fra il pretore e il legato tagliò corto una proposta dei consoli i quali chiedevano che, prima di trattare la questione sullesercito del pretore, si pensasse a guarnire le loro province

Ai consoli fu assegnato un esercito tutto nuovo, due legioni romane con la relativa cavalleria e, di soci latini, quìndìcimila fanti e ottocento cavalieri

Con questo esercito fu dato loro il compito di portar guerra ai Liguri Apuani

A P Cornelio e M Bebio fu prorogato limperio con linvito a tenere le provincie fino allarrivo dei consoli; infine fu ordinato loro di tornare a Roma congedando lesercito che avevano al loro comando

Quindi tornò in discussione lesercito di Ti Sempronio

Per lui si fece arruolare dai consoli una nuova legione di cinquemiladuecento fanti con quattrocento cavalieri e inoltre mille fanti romani, cinquanta cavalieri, e ai soci di diritto latino si fecero imporre settemila fanti e trecento cavalieri
Cum hoc exercitu placuit ire in Hispaniam citeriorem Ti Sempronium

Q Fulvio permissum, ut, qui milites ante Sp Postumium Q Marcium consules cives Romani sociive in Hispaniam transportati essent, et praeterea supplemento adducto, quo amplius duabus legionibus quam decem milia et quadringenti pedites, sescenti equites essent, et socium Latini nominis duodecim milia, sescenti equites, quorum forti opera duobus aduersus Celtiberos proeliis usus Q Fulvius esset, eos, si videretur, secum deportaret

Et supplicationes decretae, quod is prospere rem publicam gessisset

Et ceteri praetores in provincias missi

Q Fabio Buteoni prorogatum in Gallia imperium est

Octo legiones praeter exercitum veterem, qui in Liguribus in spe propinqua missionis erat, eo anno esse placuit
Con questo esercito si decise che Ti Sempronio andasse nclla Spagna Citeriore

A Q Fulvio fu consentito di riportare con sé, se credeva, quanti soldati, cittadini romani o soci, di quelli trasportati in Spagna prima dei consoli Sp Postumio e Q Marcio e per laggiunta anche di un rinforzo, facevano superare in due legioni il totale di diecimilaquattrocento uomini di fanteria e seicento di cavalleria leggera, e dodicimila fanti e seicento cavalieri della confederazione latina, uomini della cui valida opera si era giovato Q Fulvio in due battaglie contro i Celtiberi

Furono anche decretate supplicazioni per i successi militari riportati da lui

Mentre gli altri pretori furono mandati nelle provincie

A Q Fabio Buteone furono prorogati i poteri in Gallia

Per quellanno si volle che le legioni fossero otto oltre lesercito veterano che era in Liguria in attcsa di un prossimo congedo
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 44; 21 - 33

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 44; 21 - 33

Et is ipse exercitus aegre explebatur propter pestilentiam, quae tertium iam annum urbem Romanam atque Italiam vastabat

[37] Praetor Ti Minucius et haud ita multo post consul C Calpurnius moritur, multique alii omnium ordinum illustres viri

Postremo prodigii loco ea clades haberi coepta est

C Servilius pontifex maximus piacula irae deum conquirere iussus, decemviri libros inspicere, consul Apollini Aesculapio Saluti dona vovere et dare signa inaurata: quae vovit deditque

Decemviri supplicationem in biduum valetudinis causa in urbe et per omnia fora conciliabulaque edixerunt: maiores duodecim annis omnes coronati et lauream in manu tenentes supplicaverunt
E anche di queste sole forze si durava fatica a riempire i quadri per via della pestilenza che già da due anni infmeriva nella città di Roma e in Italia

[37] Ne morirono il pretore Ti Minucio e poco dopo il console C Calpurnio e molti altri ragguardevoli cittadini di tutte le classi

Alla fine questa calamità fu riguardata come un prodigio

Si invitò C Servilio, il pontefice massimo, a cercare mezzi espiatorii dellira divina, i decemviri a consultare i libri , il console a votare doni a Apollo, a Esculapio, alla Salute , e dedicare statue dorate: tutte cose che egli votò ededicò

I decemviri ordinarono per due giorni cerimonie di supplica per la sanità in Roma e per tutti i luoghi di mercato: quelli che erano maggiori di dodici anni tutti rivolsero suppliche incoronati e tenendo in mano una corona dalloro
Fraudis quoque humanae insinuaverat suspicio animis; et veneficii quaestio ex senatus consulto, quod in urbe propiusue urbem decem milibus passuum esset commissum, C Claudio praetori, qui in locum Ti Minucii erat suffectus, ultra decimum lapidem per fora conciliabulaque C Maenio, priusquam in Sardiniam provinciam traiceret, decreta

Suspecta consulis erat mors maxime

Necatus a Quarta Hostilia uxore dicebatur

Ut quidem filius eius Q Fulvius Flaccus in locum vitrici consul est declaratus, aliquanto magis infamis mors Pisonis coepit esse; et testes exsistebant, qui post declaratos consules Albinum et Pisonem, quibus comitiis Flaccus tulerat repulsam, et exprobratum ei a matre dicerent, quod iam ei tertium negatus consulatus petenti esset, et adiecisse, pararet se ad petendum: intra duos menses effecturam, ut consul fieret
Si era fatto strada negli animi il sospetto anche del dolo; furono assegnati al pretore C Claudio, nominato in sostituzione di Ti Minucio, i processi ordinati dal senato per venefici commessi in Roma o vicino a Roma in un raggio di dieci miglia, mentre a C Menio, prima che passasse nella provincia di Sardegna, furono assegnati i processi al di là delle dieci miglia nei centri di raduno

La più sospetta era la morte del console

Si diceva ucciso dalla moglie Quarta Ostilia

Ma solo quando il figlio di costei Q Fulvio Flacco fu designato console in luogo del patrigno, sulla morte di Pisone si cominciò a parlare con assai più insistenza; cerano anzi dei testimoni i quali riferivano che, dopo designati i consoli Albino e Pisone in quei comizi nei quali Placco aveva riportato la bocciatura la madre non solo gli avrebbe rinfacciato che già per la terza volta si era visto negare il consolato al quale concorreva, ma avrebbe aggiunto che si preparasse a porre la sua candidatura, e che entro due mesi lei avrebbe pensato a farlo diventare console
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 43; 01 - 23

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 43; 01 - 23

Inter multa alia testimonia ad causam pertinentia haec quoque vox, nimis vero eventu comprobata, valuit, cur Hostilia damnaretur

Veris principio huius, dum consules novos dilectus Romae tenet, mors deinde alterius et creandi comitia consulis in locum eius omnia tardiora fecerunt, interim P Cornelius et M Baebius, qui in consulatu nihil memorabile gesserant, in Apuanos Ligures exercitum induxerunt

[38] Ligures, qui ante adventum in provinciam consulum non exspectassent bellum, improviso oppressi ad duodecim milia hominum dediderunt se

Eos consulto per litteras prius senatu deducere ex montibus in agros campestres procul ab domo, ne reditus spes esset, Cornelius et Baebius statuerunt, nullum alium ante finem rati fore Ligustini belli

Ager publicus populi Romani erat in Samnitibus, qui Taurasinorum
Fra molte altre prove giudiziarie, anche questa diceria troppo ben confermata dalleffettivo svolgersi degli eventi valse a far condannare Ostilia

Al principio di questa primavera la leva in Roma teneva occupati i nuovi consoli, e più tardi la morte di uno dei due, e i comizi per lelezione di un console in sostituzione di quello, provocarono un ritardo in tutto, intanto P Cornelio e M Bebio, che durante il loro consolato non avevano condotta nessuna impresa degna di ricordo, penetrarono con lesercito nel territorio dei Liguri Apuani

[38] I Liguri, mentre prima dellarrivo dei due consoli nella provincia non si aspettavano la guerra, colti alla sprovvista, si arresero in numero di circa dodicimila

Cornelio e Bebio, consultato previamente il senato con una lettera, decisero di trasferirli giù dai monti nella zona di pianura lontano dalla loro sede, perché non avessero la prospettiva di ritornarvi; altrimenti pensavano che la guerra contro i Liguri non si sarebbe mai definita

Nel territorio dei Sanniti vi era dellagro pubblico romano che aveva appartenuto ai Taurasini
Eo cum> traducere Ligures Apuanos uvellent, edixerunt, Ligures Apuani de montibus descenderent cum liberis coniugibusque, sua omnia secum portarent

Ligures saepe per legatos deprecati, ne penates, sedem in qua geniti essent, sepulcra maiorum cogerentur relinquere, arma obsides pollicebantur

Postquam nihil impetrabant neque vires ad bellandum erant, edicto parverunt

Traducti sunt publico sumptu ad quadraginta milia liberorum capitum cum feminis puerisque

Argenti data centum et quinquaginta milia, unde in novas sedes compararent, quae opus essent

Agro dividendo dandoque iidem, qui traduxerant, Cornelius et Baebius praepositi

Postulantibus tamen ipsis quinqueviri ab senatu dati, quorum ex consilio agerent

Transacta re cum veterem exercitum Romam deduxissent, triumphus ab senatu est decretus
Siccome là volevano trasferire i Liguri Apuani, emisero un ordine, che questi discendessero dai monti con le mogli e i figli e portassero con sé tutte le cose loro

I Liguri pregando ripetutamente per mezzo di messi di non essere costretti a lasciare i loro Penati, le sedi in cui erano nati, le tombe dei loro avi, prometteva

no in cambio armi e ostaggi: Poiché non ottenevano niente, e poiché daltra parte non avevano forze per una guerra, finirono con lobbedire allordine

Furono trasferiti a spese dello stato circa quarantamila individui liberi con le donne e i ragazzi

Furono assegnate loro centocinquantamila libbre dargento con cui si procurassero il necessario per stabilirsi nelle nuove sedi

Alla divisione e assegnazione dcl territorio furono preposti gli stessi che li avevano trasferiti, Cornelio e Bebio

Peraltro a loro stessa richiesta il senato assegnò loro un collegio di quinqueviri con funzioni consultive

Definita la questione e ricondotto a Roma lesercito veterano, ebbero decretato dal senato un trionfo
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 25; 31-41

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 25; 31-41

Hi omnium primi nullo bello gesto triumpharunt

Tantum hostiae ductae ante currum, quia nec quod ferretur neque quod duceretur captum neque quod militibus daretur, quicquam in triumphis eorum fuerat

[39] Eodem anno in Hispania Fulvius Flaccus proconsul, quia successor in provinciam tardius veniebat, educto exercitu ex hibernis ulteriorem Celtiberiae agrum, unde ad deditionem non venerant, institit vastare

Qua re irritavit magis quam conterruit animos barbarorum; et clam comparatis copiis saltum Manlianum, per quem transiturum exercitum Romanum satis sciebant, obsederunt

In Hispaniam ulteriorem eunti L Postumio Albino collegae Gracchus mandaverat, ut Q Fulvium certiorem faceret, Tarraconem exercitum adduceret: ibi dimittere veteranos supplementaque distribuere et ordinare omnem exercitum sese velle
Fu questo il primo caso di magistrati che trionfarono senza aver combattuto una guerra

Dinanzi al cocchio furon condotte soltanto delle vittime, perché nel loro trionfo non cerano prede o prigionieri da recare in corteo, nulla da distribuire ai soldati

[39] Lo stesso anno in Spagna il proconsole Fulvio Fiacco , poiché il successore tardava a giungere nella provincia, condotto lesercito fuori dei quartieri dinverno, si dette a fare scorrerie nella zona più lontana della Celtiberia , da dove non erano venuti a fare atto di sottomissione

Con questo irritò più che spaventare lanimo dei barbari, i quali, preparato di nascosto un esercito, bloccarono il salto Manlian, per dove sapevano coli certezza che doveva passare lesercito romano

Al collega L Postumio Albino , che andava nella Spagna Ulteriore, Gracco aveva dato incarico di avvisare Q Fulvio che conducesse lesercito a Tarragona :là voleva congedare i veterani, distribuire le truppe di riserva, e dare un assetto generale allesercito
Dies quoque, et ea propinqua, edita Flacco est, qua successor esset venturus

Haec nova adlata res, omissis quae agere instituerat, Flaccum raptim deducere exercitum ex Celtiberia cum coegisset, barbari causae ignari, suam defectionem et clam comparata arma sensisse eum et pertimuisse rati, eo ferocius saltum insederunt

Ubi eum saltum prima luce agmen Romanum intravit, repente ex duabus partibus simul exorti hostes Romanos invaserunt
A Flacco fu indicato il giorno, in cui sarebbe venuto il successore, ed era un giorno prossimo

Questa notizia inattesa costrinse Fiacco a ritirare in fretta e furia lesercito dalla Ceitiberia, tralasciando i piani di cui aveva intrapresa lesecuzione; sicché i barbari, non sapendone il motivo e credendo che egli fosse al corrente della loro ribellione e dei loro segreti armamenti, e che se ne fosse impressionato, più risolutamente che mai sbarrarono quel passo

Quando alla prima luce del giorno la colonna romana vi si addentrò, i nemici, balzando allimprovviso e contemporaneamente da due lati, assalirono i nostri
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 10, 16-34

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 10, 16-34

Quod ubi vidit Flaccus, primos tumultus in agmine per centuriones stare omnes, suo quemque loco, et arma expedire iubendo sedavit, et sarcinis iumentisque in unum locum coactis copias omnes partim ipse partim per legatos tribunosque militum, ut tempus, ut locus postulabat, sine ulla trepidatione instruxit, cum bis deditis rem esse admonens, scelus et perfidiam illis, non virtutem nec animum accessisse, reditum ignobilem in patriam clarum ac memorabilem eos sibi fecisse: cruentos ex recenti caede hostium gladios et manantia sanguine spolia Romam ad triumphum delaturos

Plura dici tempus non patiebatur: invehebant se hostes, et in partibus extremis iam pugnabatur

Deinde acies concurrerunt

[40] Atrox ubique proelium, sed varia fortuna erat
Appena Fiacco se ne accorse, ordinando attraverso i centurioni che tutti restassero fermi ognuno al suo posto e in armi, dominò il primo smarrimento verificatosi nelle file, e, radunate in un soi pnnto le salmerie e i giumenti, senza confusione di sorta schierò tutto lesercito, come richiedevano il luogo e il momento, in parte personalmente in parte con lopera dei suoi delegati e dei tribuni militari, facendo osservare come si avesse a che fare con gente che si era arresa già ben due volte;in essi era cresciuta la malvagità e la perfidia, non certo il valore e lardimento; i Romani si riserbavano glorioso e memorabile un ritorno in patria che sarebbe rimasto inosservato; ora avrebbero riportato a Roma per il trionfo le spade arrossate dai nemici da poco uccisi e le spoglie bagnate di sangue

Il tempo non consentiva discorsi più lunghi; ché i nemici si avventavano contro e nelle parti più lontane già si combatteva

Poi le schiere si scontrarono

[40] Accanito dovunque fu il combattimento, ma lesito incerto
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 28; 29 - 31

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 28; 29 - 31

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 36; 36 - 40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 36; 36 - 40

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 11-15

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 05, 11-15