Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 51 - 55

Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 51 - 55

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 38; 51 - 55

[51] Tribuni vetera luxuriae crimina Syracusanorum hibernorum et Locris Pleminianum tumultum cum ad fidem praesentium criminum retulissent, suspicionibus magis quam argumentis pecuniae captae reum accusarunt: filium captum sine pretio redditum, omnibusque aliis rebus Scipionem, tamquam in eius unius manu pax Romana bellumque esset, ab Antiocho cultum; dictatorem eum consuli, non legatum in provincia fuisse; nec ad aliam rem eo profectum, quam ut, id quod Hispaniae Galliae Siciliae Africae iam pridem persuasum esset, hoc Graeciae Asiaeque et omnibus ad orientem versis regibus gentibusque appareret, unum hominem caput columenque imperii Romani esse, sub umbra Scipionis civitatem dominam orbis terrarum latere, nutum eius pro decretis patrum, pro populi iussis esse [51] I tribuni, dopo aver ripetuto, per dare credito alle accuse attuali, i vecchi addebiti della lussuria nei quartieri dinverno di di Siracusa e dei disordini provocati a Locri da Pleminio, accusarono limputato di sottrazione di danaro più insinuando sospetti che portando argomenti: citavano il figlio prigioniero restituito senza pagamento, i riguardi usati da Antioco a Scipione in tutto il resto come se soltanto nelle sue mani fossero la pace romana o la guerra; era stato un dittatore accanto al console, non suo legato in provincia; per niente altro si era mosso che per far chiaro alla Grecia, allAsia e a tutti i re e popoli dOriente quello di cui da tempo ormai erano convinte la Spagna, la Gallia, la Sicilia, lAfrica: che un uomo solo era il capo e il pendo dellimpero romano, che la città signora del mondo spariva dietro lombra cli Scipione, che i suoi cenni prendevano il posto dei decreti del senato, delle decisioni del popoio
Infamia intactum invidia, qua possunt, urgent Non potendo toccarlo col disonore, gli danno addosso con quello di cui dispongono, lodio popolare
Orationibus in noctem perductis prodicta dies est Prolungate le arringhe fino a notte, si rinviò ludienza
Ubi ea venit, tribuni in Rostris prima luce consederunt; citatus reus magno agmine amicorum clientiumque per mediam contionem ad Rostra subiit silentioque facto 'hoc' inquit 'die, tribuni plebis vosque, Quirites, cum Hannibale et Carthaginiensibus signis collatis in Africa bene ac feliciter pugnavi Venuto il suo giorno, i tribuni alle prime luci furono ai loro seggi sui rostri; laccusato, chiamato, si accostò ai rostri passando in mezzo allassemblea con un lungo seguito di amici e di clienti, e, fattosi il silenzio, parlò :In questo giorno, o tribuni della plebe e voi, Quiriti, io combattei con valore e con fortuna in Africa una battaglia campale contro Annibale e i Cartaginesi
Itaque, cum hodie litibus et iurgiis supersederi aequum sit, ego hinc extemplo in Capitolium ad Iovem optimum maximum Iunonemque et Minervam ceterosque deos, qui Capitolio atque arci praesident, salutandos ibo, hisque gratias agam, quod mihi et hoc ipso die et saepe alias egregie gerendae rei publicae mentem facultatemque dederunt Perciò, siccome oggi conviene rimandare le liti e le contese, io di qui salirò direttamente sul Campidoglio per rendere omaggio a Giove Ottimo Massimo e Giunone e Minerva e gli altri dèi protettori del Campidoglio e della rocca, e ringraziarli di aver dato a me proprio in questo giorno e molte altre volte il senno e la possibilità di rendere allo stato segnalati servigi
Vestrum quoque quibus commodum est, Quirites, ite mecum, et orate deos, ut mei similes principes habeatis, ita, si ab annis septemdecim ad senectutem semper vos aetatem meam honoribus vestris anteistis, ego vestros honores rebus gerendis praecessi Anche quelli di voi, Quiriti, ai quali fa piacere, venite con me e pregate gli dèi di aver dei capi simili a me, ma solo se dai diciassette anni alla mia vecchiaia voi siete sempre stati in anticipo con i vostri onori sulla mia età come io con la mia opera ho superato i vostri onori
' Ab Rostris in Capitolium ascendit Dai rostri salì sul Campidoglio
Simul se universa contio avertit et secuta Scipionem est, adeo ut postremo scribae viatoresque tribunos relinquerent, nec cum iis praeter seruilem comitatum et praeconem qui reum ex Rostris citabat, quisquam esset Immediatamente il popolo compatto si volse di là al seguito di Scipione, tanto che alla fine anche i segretari e gli inservienti abbandonarono i tribuni e con loro non rimase alcuno, tranne il seguito degli schiavi e il banditore che dai rostri chiamava laccusato
Scipio non in Capitolio modo, sed per totam urbem omnia templa deum cum populo Romano circumiit Scipione non sul Campidoglio soltanto, ma per lintera città girò col popolo romano tutti i templi degli dei
Celebratior is prope dies favore hominum et aestimatione vera magnitudinis eius fuit, quam quo triumphans de Syphace rege et Carthaginiensibus urbem est invectus Quella giornata vide quasi un maggior plebiscito di simpatia e di giusto riconoscimento alla grandezza di Scipione, che il giorno in cui fece il suo ingresso in Roma trionfando sul re Siface e i Cartaginesi

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