Livio, Ab urbe condita: Libro 37; 11 - 15

Livio, Ab urbe condita: Libro 37; 11 - 15

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 37; 11 - 15

[11] Forte quidam Antiochi miles, cum Samum rei privatae causa venisset, pro speculatore deprehensus deducitur Panhormum ad praefectum

Is percunctanti, quid Ephesi ageretur, incertum metu an erga suos haud sincera fide, omnia aperit: classem instructam paratamque in portu stare; remigium omne Magnesiam [ad Sipylum] missum; perpaucas naves subductas esse et navalia detegi; numquam intentius rem navalem administratam esse

Haec ne pro veris audirentur, animus errore et spe vana praeoccupatus fecit

Polyxenidas satis omnibus comparatis, nocte remige a Magnesia accersito, deductisque raptim, quae subductae erant, navibus, cum diem non tam apparatu absumpsisset, quam quod conspici proficiscentem classem nolebat, post solis occasum profectus septuaginta navibus tectis vento adverso ante lucem Pygela portum tenuit
[11] Ora capitò che un soldato di Antioco, venuto a Samo per affari privati, fu arrestato come spia e condotto a Panormo davanti al comandante

E costui alla domanda che cosa si facesse a Efeso, non si sa se per paura o per tradire i suoi, rivelò tutto: che la flotta armata e pronta dentro il porto stava;che tutta la ciurma era stata mandata a Magnesia;che pochissime navi erano state tirate in secco e tenuti coperti i lavori del porto; mai si era provveduto con maggior cura alle necessità della marina

Lanimo preoccupato dallerrore e dalla vana speranza fecero sì che queste cose non fossero ascoltate come vere

Polissenida, quando fu ormai pronto, fatti venire di notte i rematori da Magnesia, e tirate in acqua rapidamente le navi che erano allasciutto, perdendo una giornata non tanto per i preparativi quanto perché non voleva che si vedesse salpare la flotta, partito dopo il tramonto con settanta navi coperte col vento contrario, prima di giorno approdò al porto di Pigela
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Ibi cum interdiu ob eandem causam quiesset, nocte in proxima Samiae terrae traiecit

Hinc Nicandro quodam archipirata quinque navibus tectis Palinurum iusso petere, atque inde armatos, qua proximum per agros iter esset, Panhormum ad tergum hostium ducere, ipse interim classe divisa, ut ex utraque parte fauces portus teneret, Panhormum petit

Pausistratus primo ut in re necopinata turbatus parumper, deinde vetus miles celeriter collecto animo terra melius arceri quam mari hostes posse ratus, armatos duobus agminibus ad promunturia, quae cornibus obiectis ab alto portum faciunt, ducit, inde facile telis ancipitibus hostem summoturus

Id inceptum eius Nicander a terra visus cum turbasset, repente mutato consilio naves conscendere omnis iubet
E fermatosi là durante il giorno, sempre per la stessa ragione, di notte passò nel punto più vicino della terra di Samo

Di qui dato ordine a un tal Nicandro, capo corsaro, di dirigersi verso Palinuro con cinque navi coperte e quindi condurre degli armati a Panormo alle spalle dei nemici per dove era più diretto il viaggio attraverso le campagne; egli intanto distribuisce la flotta in modo da controllare da ambo le parti lingresso del porto, e si dirige a Panormo

Dapprima Pausistrato rimase un momento disorientato per la sorpresa, ma poi ritrovata prontamente da vecchio soldato la sua presenza di spirito e giudicando più comodo respingere il nemico dalla parte di terra che dal mare, conduce i suoi armati in due colonne verso due promontori, che con le loro punte sporgenti dalla parte del mare formano un porto naturale; di là pensa di allontanare facilmente il nemico bersagliandolo da due lati

Mandò a vuoto questo suo piano lapparizione di Nicandro dalla parte di terra: dun tratto cambia idea e fa salir tutti sulle navi
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Tum vero ingens pariter militum nautarumque trepidatio orta, et velut fuga in naves fieri, cum se mari terraque simul cernerent circumuentos

Pausistratus unam viam salutis esse ratus, si vim facere per fauces portus atque erumpere in mare apertum posset, postquam conscendisse suos vidit, sequi ceteris iussis princeps ipse concitata nave remis ad ostium portus tendit

Superantem iam fauces navem eius Polyxenidas tribus quinqueremibus circumsistit

Navis rostris icta supprimitur; telis obruuntur propugnatores, inter quos et Pausistratus impigre pugnans interficitur
Allora gran scompiglio nacque egualmente tra i soldati e i marinai, e fu come un fuggi fuggi verso le navi, perché si vedevano circondati contemporaneamente dal mare e da terra

Pausistrato, considerando unica via di salvezza se riusciva a forzare limboccatura del porto e farsi strada in mare aperto, appena vede i suoi imbarcati, ordina agli altri di seguirlo, e per primo, spingendo la nave a forza di remi, si dirige verso lentrata del porto

Mentre la sua nave già oltrepassava la imboccatura, Polissenida la circonda con tre quinqueremi

La nave viene affondata a colpi di rostro; i difensori vengono coperti di darai, e tra essi muore anche Pausistrato, combattendo accanitamente
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Navium reliquarum ante portum aliae, aliae in portu deprensae, quaedam a Nicandro, dum moliuntur a terra, captae; quinque tantum Rhodiae naves cum duabus Cois effugerunt terrore flammae micantis via sibi inter confertas naues facta; contis enim binis a prora prominentibus trullis ferreis multum conceptum ignem prae se portabant

Erythraeae triremes cum haud procul a Samo Rhodiis navibus, quibus ut essent praesidio veniebant, obviae fugientibus fuissent, in Hellespontum ad Romanos cursum averterunt

Sub idem tempus Seleucus proditam Phocaeam porta una per custodes aperta recepit; et Cyme aliaeque eiusdem orae urbes ad eum metu defecerunt
Delle restanti navi alcune furono bloccate davanti al porto, altre entro il porto, alcune prese da Nicandro nel tentativo di prendere il largo; e solo cinque navi rodie riuscirono a salvarsi con due di Coo, aprendosi un varco nello schieramento serrato delle navi avversarie grazie al terrore sparso dal guizzare delle fiamme; ché ciascuna nave con due pertiche sporgenti da prua portava in testa un gran fuoco raccolto in bracieri di ferro

Le triremi di Eritre incontratesi non lontano da Samo con le navi rodiesi in fuga, cui venivano a dare aiuto, invertirono la rotta verso lEllesponto per raggiungere i Romani

Contemporaneamente Seleuco conquistava Focea col tradimento, per una porta apertagli dalle guardie; e Cime e altre città della stessa costa passarono a lui prese da timore
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[12] Dum haec in Aeolide geruntur, Abydus cum per aliquot dies obsidionem tolerasset praesidio regio tutante moenia, iam omnibus fessis Philota quoque praefecto praesidii permittente magistratus eorum cum Livio de condicionibus tradendae urbis agebant

Rem distinebat, quod, utrum armati an inermes emitterentur regii, parum conveniebat

Haec agentibus cum intervenisset nuntius Rhodiorum cladis, emissa de manibus res est; metuens enim Livius, ne successu tantae rei inflatus Polyxenidas classem, quae ad Canas erat, opprimeret, Abydi obsidione custodiaque Hellesponti extemplo relicta naves, quae subductae Canis erant, deduxit; et Eumenes Elaeam venit

Livius omni classe, cui adiunxerat duas triremes Mitylenaeas, Phocaeam petit
[12] Mentre questi fatti si svolgevano nellEolide, Abido aveva sostenuto lassedio per alcuni giorni grazie alla difesa delle mura sostenuta dal presidio del re, ma in seguito alla stanchezza ormai generale, e col permesso anche di Pilota, comandante del presidio, i magistrati trattavano con Livio le condizioni per la consegna della città

A far ritardare le trattative era il fatto che non riuscivano a mettersi daccordo se gli uomini del re si dovevano lasciare uscire con le armi oppure disarmati

Mentre trattavano queste cose, sopraggiunta la notizia della rotta dei Rodii, ci si lasciò sfuggire dalle mani la conquista, perché Livio, nel timore che Polissenida, imbaidanzito da un successo così notevole, assalisse la flotta che era presso Cane, lasciando senzaltro lassedio di Abido e il controllo dellEllesponto, mise in mare le navi che eranoin secco a Canea;anche Eumene si portò a Elea

Livio con tutta la flotta, cui aveva aggiunto due triremi di Mitilene, si reca a Focea
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Quam cum teneri valido regio praesidio audisset, nec procul Seleuci castra esse, depopulatus maritimam oram, et praeda maxime hominum raptim in naves imposita tantum moratus, dum Eumenes cum classe adsequeretur, Samum petere intendit

Rhodiis primo audita clades simul pavorem simul luctum ingentem fecit; nam praeter navium militumque iacturam, quod floris, quod roboris in iuventute fuerat, amiserant, multis nobilibus secutis inter cetera auctoritatem Pausistrati, quae inter suos merito maxima erat; deinde, quod fraude capti, quod a cive potissimum suo forent, in iram luctus vertit

Decem extemplo naues, et diebus post paucis decem alias praefecto omnium Eudamo miserunt, quem aliis virtutibus bellicis haudquaquam Pausistrato parem, cautiorem, quo minus animi erat, ducem futurum credebant
Saputo che questa era occupata da un forte presidio del re e che non era lontano il campo di Seleuco, devasta la regione costiera e caricato in fretta sulle navi quanto aveva catturato soprattutto in uomini, dopo avere indugiato tanto da dare a Eumene il tempo di raggiungerlo con la flotta, si dirige alla volta di Samo

La notizia della sconfitta produsse sulla prime in quelli di Rodi sgomento e lutto grande a un tempo: a parte la perdita di navi e di uomini, avevano perduto quello che era il fiore e il nerbo fra i giovani, perché molti erano stati i nobili che avevano seguito fra laltro lautorità di Pausistrato, giustamente influentissima fra i suoi; ma poi, al pensiero che erano stati presi con linganno e proprio da un loro concittadino, il dolore si cambiò in rabbia

Subito mandarono dieci navi e dopo pochi giorni altre dieci, affidando il comando generale a Eudamo , nel quale pensavano di trovare un capo non certo pari a Pausistrato per altre virtù militari, ma tanto più avveduto quanto meno impulsivo
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Romani et Eumenes rex in Erythraeam primum classem applicuerunt

Ibi noctem unam morati postero die Corycum [Pelorum] promunturium tenuerunt

Inde cum in proxima Samiae vellent traicere, non expectato solis ortu, ex quo statum caeli notare gubernatores possent, in incertam tempestatem miserunt

Medio in cursu, aquilone in septentrionem verso, exasperato fluctibus mari iactari coeperunt

[13] Polyxenidas Samum petituros ratus hostis, ut se Rhodiae classi coniungerent, ab Epheso profectus primo ad Myonnesum stetit; inde ad Macrin, quam vocant, insulam traiecit, ut praeteruehentis classis si quas aberrantis ex agmine naues posset aut postremum agmen opportune adoriretur
I Romani e il re Eumene approdarono dapprima nella regione di Eritre

E rimasti là una notte, il giorno dopo raggiunsero il promontorio Corico

Da dove, volendo passare nel punto più vicino della terra di Samo, senza aspettare il sorgere del sole, quando i piloti avrebbero potuto osservare le condizioni atmosferiche, si arrischiarono incontro al tempo incerto

A metà del percorso, mutato laquilone in vento di tramontana, si trovarono in balia del mare sconvolto dai cavalloni

[13] Polissenida, il quale si aspettava che i nemici si dirigessero a Samo per unirsi alla flotta di Rodi, partito da Efeso si fermò prima presso il Mionneso; quindi passò nellisola chiamata Macri per assalire al momento giusto, se gli riusciva, qualche nave sbandata dal convoglio o la coda del convoglio stesso
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Postquam sparsam tempestate classem vidit, occasionem primo adgrediendi ratus, paulo post increbrescente vento et maiores iam voluente fluctus, quia pervenire se ad eos videbat non posse, ad Aethaliam insulam traiecit, ut inde postero die Samum ex alto petentis nauis adgrederetur

Romani, pars exigua, primis tenebris portum desertum Samiae tenuerunt, classis cetera nocte tota in alto iactata in eundem portum decurrit

Ibi ex agrestibus cognito hostium naves ad Aethaliam stare, consilium habitum, utrum extemplo decernerent, an Rhodiam expectarent classem

Dilata reita enim placuitCorycum, unde venerant, traiecerunt

Polyxenidas quoque, cum frustra stetisset, Ephesum rediit

Tum Romanae naves vacuo ab hostibus mari Samum traiecerunt
Quando vide la flotta messa in disordine dalla tempesta, dapprima credette che fosse il momento per assalirla, ma poco dopo, visto che il vento aumentava la sua furia e già sollevava ondate più alte, siccome si rendeva conto di non poter raggiungere il nemico, passò nellisola Etalia per assalire di là il giorno dopo le navi quando, preso il largo, avrebbero puntato su Samo

I Romani in piccolo contingente occusani, parono allimbrunire un porto abbandonato della terraferma davanti a Samo mentre il resto della flotta si dirigeva nello stesso porto dopo essere stata tutta la notte sbattuta per lalto mare

Là saputo da dei contadini che le navi dei nemici erano, ferme a Etalia, si tenne consiglio se tentare subito la sorte della battaglia o aspettare la flotta rodiese

Rimandato il combattimento (così avevano deciso) passarono a Corico da dove erano venuti

Anche Polissenida dopo essere rimasto inutilmente in attesa tornò a Efeso

Allora le navi romane ora che il mare era libero dai nemici poterono passare a Samo
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Eodem et Rhodia classis post dies paucos venit

Quam ut expectatam esse appareret, profecti extemplo sunt Ephesum, ut aut decernerent navali certamine, aut, si detractaret hostis pugnam, quod plurimum intererat ad animos civitatium, timoris confessionem exprimerent

Contra fauces portus instructa in frontem navium acie stetere

Postquam nemo adversus ibat, classe divisa pars in salo ad ostium portus in ancoris stetit, pars in terram milites exposuit

In eos [iam] ingentem praedam late depopulato agro agentis Andronicus Macedo, qui in praesidio Ephesi erat, iam moenibus appropinquantis eruptionem fecit, exutosque magna parte praedae ad mare ac naves redegit
Là dopo pochi giorni venne anche la flotta rodiese

Per far capire che questa avevano aspettato, partirono subito per Efeso per misurarsi in battaglia navale, oppure, se il nemico rifiutava il combattimento, strappargli con ciò una confes i sione della sua paura, cosa che poteva avere grande effetto sul morale delle popolazioni

Ordinato lo schieramento delle navi in linea frontale rimasero fermi dinanzi allingresso del porto

Poiché nessuno veniva incontro, divisa la flotta, una parte rimase ancorata in acqua allimbocco stesso del porto, parte sbarcò a terra i soldati

Mentre questi, devastando la campagna per una vasta zona, ne traevano ingente bottino e già si avvicinavano alle mura di Efeso, fece una sortita contro di loro Andronico Macedone, capo della guarnigione della città, e dopo averli spogliati di gran parte della preda li ricacciò verso il mare e le navi
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Postero die insidiis medio ferme viae positis ad eliciendum extra moenia Macedonem Romani ad urbem agmine iere; inde, cum ea ipsa suspicio, ne quis exiret, deterruisset, redierunt ad naves; et terra marique fugientibus certamen hostibus Samum, unde venerat, classis repetit

Inde duas sociorum ex Italia, duas Rhodias triremes cum praefecto Epicrate Rhodio ad fretum Cephallaniae tuendum praetor misit

Infestum id latrocinio Lacedaemonius Hybristas cum iuventute Cephallanum faciebat, clausumque iam mare commeatibus Italicis erat

[14] Piraei L Aemilio Regillo succedenti ad navale imperium Epicrates occurrit; qui audita clade Rhodiorum, cum ipse duas tantum quinqueremes haberet, Epicratem cum quattuor navibus in Asiam secum reduxit; prosecutae etiam apertae Atheniensium naves sunt

Aegaeo mari traiecit
Il giorno seguente, dopo un appostamento circa a metà strada, i Romani mossero in colonna verso la città per snidare il Macedone fuori delle mura; ma, poiché il semplice sospetto di questa lorointenzione aveva sconsigliato che alcuno venisse fuori, di là ritornarono verso le navi: e visto che i nemici sia per terra che per mare evitavano di misurarsi, la flotta riguadagna Samo da dove era venuta

Di là il comandante mandò due triremi di alleati italici e due triremi rodie con a capo Epicrate di Rodi a sorvegliare lo stretto di Cefallenia

Infestava questo con le sue piraterie lo spartano Ibrista con la gioventù dei Cefalleni, e così il mare era ormai chiuso ai rifornimenti dallItalia

[14] Al Pireo Epicrate si fece incontro a L Emilio Regillo che gli subentrava nel comando navale; e questi, udita la rotta dei Rodii, poiché per conto suo aveva soltanto due quinqueremi, ricondusse con sé in Asia Epicrate con quattro navi: lo accompagnarono anche le navi scoperte degli Ateniesi

Attraversando il mare Egeo passò a Chio
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