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Livio, Ab urbe condita: Libro 36; 26 - 30

Livio, Ab urbe condita: Libro 36; 26 - 30

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 36; 26 - 30

[26] Paucis priusquam Heraclea caperetur diebus Aetoli concilio Hypatam coacto legatos ad Antiochum miserunt, inter quos et Thoas idem, qui et antea, missus est [26] Pochi giorni prima della presa di Eraclea gli Etoli, riunita una dieta a Ipata i spedirono legati ad Antioco, fra i quali fu mandato anche Toante, quello stesso dellaltra volta
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Mandata erant, ut ab rege peterent, primum ut ipse coactis rursus terrestribus navalibusque copiis in Graeciam traiceret, deinde, si qua ipsum teneret res, ut pecuniam et auxilia mitteret; id cum ad dignitatem eius fidemque pertinere, non prodi socios, tum etiam ad incolumitatem regni, ne sineret Romanos vacuos omni cura, cum Aetolorum gentem sustulissent, omnibus copiis in Asiam traicere Lincarico era di chiedere al re in primo luogo che passasse in Grecia raccogliendo di nuovo forze di terra e di mare, secondariamente, se anchegli fosse impegnato in qualche faccenda, che mandasse invece denaro e aiuti; se era richiesto dal suo senso donore e dalla sua lealtà che gli alleati non fossero abbandonati, era anche nellinteresse della sicurezza del suo regno non lasciare che i Romani, una volta disimpegnati con la eliminazione degli Etoli, passassero in Asia con tutte le loro forze
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Vera erant, quae dicebantur; eo magis regem moverunt Quanto gli si diceva era la verità, e perciò il re si lasciò maggiormente convincere
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Itaque in praesentia pecuniam, quae ad usus belli necessaria erat, legatis dedit; auxilia terrestria naualiaque adfirmavit missurum Sicché dette sul momento ai legati il denaro necessario per gli scopi della guerra; gli aiuti terrestri e navali dichiarò che li avrebbe mandati
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Thoantem unum ex legatis retinuit, et ipsum haud invitum morantem, ut exactor praesens promissorum adesset Trattenne Toante, unico dei legati (che poi ci rimaneva anche lui volentieri) perché fosse sul posto a esigere quanto era stato promesso
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[27] Ceterum Heraclea capta fregit tandem animos Aetolorum, et paucos post dies, quam ad bellum renovandum acciendumque regem in Asiam miserant legatos, abiectis belli consiliis pacis petendae oratores ad consulem miserunt [27] Senonché la presa di Eraclea finì collabbattere il morale degli Etoli, e questi dopo pochi giorni che avevano mandato i legati in Asia per riaccendere la guerra e chiamare il re, deposta ogni idea di combattere, mandarono i al console dei parlamentari a chiedere la pace
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Quos dicere exorsos consul interfatus, cum alia sibi praeuertenda esse dixisset, redire Hypatam eos datis dierum decem indutiis et L Valerio Flacco cum iis misso iussit eique, quae secum acturi fuissent, exponere, et si qua vellent alia Ma il console interrompendoli al principio del loro discorso, premesso che doveva dar la precedenza ad altre questioni, rispose loro d tornare a Ipata, concedendo una tregua di dieci giorni e mandando con loro L Valerio Flacco e aggiunse che a questultimo esponessero quello che avrebbero dovuto trattare con lui, e quantaltro volessero dire
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Hypatam ut est ventum, principes Aetolorum apud Flaccum concilium habuerunt consultantes, quonam agendum modo apud consulem foret Venuti quelli a Ipata , i capi degli Etoli tennero una dieta in presenza di Fiacco, consigliandosi sul modo di condurre le trattative col console
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Parantibus iis antiqua iura foederum ordiri meritaque in populum Romanum absistere iis Flaccus iussit, quae ipsi violassent ac rupissent; confessionem iis culpae magis profuturam et totam in preces orationem versam; nec enim in causa ipsorum, sed in populi Romani clementia spem salutis positam esse; et se suppliciter agentibus iis adfuturum et apud consulem et Romae in senatu; eo quoque enim mittendos fore legatos E siccome quelli si preparavano a rifare la storia degli antichi patti di alleanza e dei loro meriti verso il popolo romano, Flacco disse loro che smettessero piuttosto le loro violazioni e le loro infrazioni: avrebbe giovato loro di più una confessione della propria colpa, e un discorso che fosse tutto in tono di preghiera: ché una speranza di scampo poteva esser posta non nelle loro ragioni, ma nella indulgenza del popolo romano: e se essi avessero parlato in atteggìamento di supplica, egli si sarebbe messo dalla loro parte sia davanti al console che a Roma in senato: perché anche là si sarebbero dovuti mandare dei legati
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Haec una via omnibus ad salutem visa est, ut in fidem se permitterent Romanorum; ita enim et illis violandi supplices verecundiam se imposituros, et ipsos nihilo minus suae potestatis fore, si quid melius fortuna ostendisset A tutti parve questa lunica via di scampo, affidarsi alla protezione dei Romani 6: perché in questo modo avrebbero imposto loro il freno di uno scrupolo a non rispettare dei supplichevoli, mentre dal canto proprio non sarebbero stati meno liberi di sé quando la sorte avesse offerto loro una prospettiva migliore
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