We use cookies to track usage and preferences

Livio, Ab urbe condita: Libro 34; 27 - 30

Livio, Ab urbe condita: Libro 34; 27 - 30

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 34; 27 - 30

[27] Cum terra marique tantum belli circumstaret tyrannum et prope nulla spes esset vere suas hostiumque aestimanti vires, non tamen omisit bellum sed et a Creta mille delectos iuventutis eorum excivit, cum mille iam haberet, et tria milia mercennariorum militum, decem milia popularium cum castellanis agrestibus in armis habuit et fossa valloque urbem communivit; et ne quid intestini motus oreretur, metu et acerbitate poenarum tenebat animos, quoniam ut saluum vellent tyrannum sperare non poterat [27] Benché una così grande guerra, per terra e per mare, sovrastasse il tiranno e ben poche speranze gli rimanessero, a valutare esattamente le forze proprie e quelle dei nemici, non rinunciò tuttavia alla lotta, ma fece venire da Creta mille giovani scelti, mentre altri mille già li aveva con sé, tenne sotto le armi tremila mercenari e diecimila cittadini insieme agli abitanti della campagna, fortificò la città con un fossato e una palizzata; e per impedire una sollevazione allinterno frenava gli animi con il timore e la gravità delle pene, dal momento che non poteva sperare volessero la salvezza del tiranno
Maybe you might be interested
Cum suspectos quosdam civium haberet, eductis in campum omnibus copiis Dromon ipsi vocantpositis armis ad contionem vocari iubet Lacedaemonios atque eorum contioni satellites armatos circumdedit Siccome sospettava di alcuni cittadini, schierate tutte le truppe nella pianura che chiamano liromos fatte deporre le armi, ordinò di riunire in assemblea gli Spartani e fece circondare la loro assemblea dai suoi uomini
Maybe you might be interested
Et pauca praefatus cur sibi omnia timenti caventique ignoscendum in tali tempore foret, et ipsorum referre si quos suspectos status praesens rerum faceret prohiberi potius ne quid moliri possint quam puniri molientes; itaque quosdam se in custodia habiturum donec ea quae instet tempestas praetereat: hostibus repulsisa quibus, si modo proditio intestina satis caveatur, minus periculi esse- extemplo eos emissurum; sub haec citari nomina octoginta ferme principum iuventutis iussit atque eos, ut quisque ad nomen responderat, in custodiam tradidit: nocte insequenti omnes interfecti E disse prima brevemente come in quella circostanza si dovesse perdonargli se di tutto aveva timore e da tutto cercava di guardarsi e come nel loro stesso interesse se la situazione del momento rendeva alcuni sospetti era meglio impedire loro di fare qualsiasi tentativo piuttosto che punirli qualora lo avessero fatto;perciò avrebbe tenuto alcuni sotto custodia finché le nubi di tempesta mncombenti fossero passate: una volta respinti i nemici (che sarebbero stati meno pericolosi se solo ci si fosse premuniti dai tradimenti interni) li avrebbe immediatamente liberati; dopo queste parole fece lappello di una ottantina tra i giovani più influenti e man mano che rispondevano li fece portare in prigione; la notte seguente furono tutti uccisi
Maybe you might be interested
Ilotarum deinde quidamhi sunt iam inde antiquitus castellani, agreste genustransfugere voluisse insimulati per omnes vicos sub verberibus acti necantur Poi alcuni Iloti (sono questi, fin dai tempi più antichi, abitanti della campagna, un popoio di contadini), accusati di aver voluto passare al nemico, furono costretti a percorrere sotto i colpi tutti i quartieri e quindi uccisi
Maybe you might be interested
Hoc terrore obstipuerant multitudinis animi ab omni conatu nouorum consiliorum Con gli animi come istupiditi dal terrore così provocato la popolazione rinunciò a qualsiasi tentativo rivoluzionario
Maybe you might be interested
Intra munitiones copias continebat nec parem se ratus, si dimicare acie vellet, et urbem relinquere tam suspensis et incertis omnium animis metuens Il tiranno tratteneva le truppe allinterno delle fortificazioni, non ritenendosi allaltezza del nemico se avesse voluto attaccare battaglia e avendo timore di lasciare la città con gli animi così dubbiosi e incerti
Maybe you might be interested
[28] Quinctius satis iam omnibus paratis profectus ab stativis die altero ad Sellasiam super Oenunta fluvium pervenit, quo in loco Antigonus Macedonum rex cum Cleomene Lacedaemoniorum tyranno signis conlatis dimicasse dicebatur [28] Quinzio, avendo ormai tutto predisposto, partì dalla sua base e il giorno dopo giunse a Sellasia sul fiume Enunta dove, come si diceva, il re dei Macedoni Antigonoaveva combattuto in battaglia campale contro il tiranno di Sparta Cleomene
Maybe you might be interested
Inde cum audisset descensum difficilis et artae viae esse, brevi per montes circuitu praemissis qui munirent viam, lato satis et patenti limite ad Eurotam amnem, sub ipsis prope fluentem moenibus, pervenit Avendo saputo che di là la discesa sarcbbe stata difficile, per uno stretto sentiero mandò avanti alcuni a rendere sicuro il cammino e con un breve giro attraverso i monti giunse per una strada sufficientemente larga e aperta al fiume Eurota , che scorreva proprio ai piedi delle mura
Maybe you might be interested
Ubi castra metantes Romanos Quinctiumque ipsum cum equitibus atque expeditis praegressum auxiliares tyranni adorti in terrorem ac tumultum coniecerunt nihil tale expectantes quia nemo iis obvius toto itinere fuerat ac veluti pacato agro transierant Qui mentre i Romani segnavano il campo e Quinzio si era spinto avanti con la cavalleria e le truppe leggere gli ausiliari del tiranno li assalirono provocando grande terrore e scompiglio nulla del genere essi si aspettavano dal momento che nessuno era venuto loro contro durante tutta la marcia ed erano passati attraverso una regione apparentemente pacifica
Maybe you might be interested
Aliquamdiu peditibus equites, equitibus pedites vocantibus, cum in se cuique minimum fiduciae esset, trepidatum est; tandem signa legionum supervenerunt et, cum primi agminis cohortes inductae in proelium essent, qui modo terrori fuerant trepidantes in urbem compulsi sunt Per un certo tempo ci fu grande disordine: i fanti chiamavano i cavalieri, i cajalieri i fanti, ciascuno aveva scarsissima fiducia nelle proprie forze;arrivarono infine le insegne delle legioni e quando le coorti dellavanguardia furono fatte entrare in battaglia coloro che prima avevano provocato il terrore furono a loro volta respinti in disordine dentro la città
Maybe you might be interested
Following pages
Petronio, Satyricon: 132-141
Petronio, Satyricon: 132-141
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 66 - 128
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 66 - 128
Catullo, Carmi: Mentula 105
Catullo, Carmi: Mentula 105
Virgilio, Eneide: Libro 12 - L’ASSEDIO DELLA CITTA’
Virgilio, Eneide: Libro 12 - L’ASSEDIO DELLA CITTA'
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 21, Paragrafi 151-160
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 21, Paragrafi 151-160
Cicerone, In Verrem: 02; 11-15
Cicerone, In Verrem: 02; 11-15
Cicerone, De Domo sua: 96 - 100
Cicerone, De Domo sua: 96 - 100
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 34, Paragrafi 137-162
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 34, Paragrafi 137-162
Virgilio, Eneide: Libro 12 - L’INGANNO DI GIUTURNA
Virgilio, Eneide: Libro 12 - L’INGANNO DI GIUTURNA