Livio, Ab urbe condita: Libro 28; 17 - 19

Livio, Ab urbe condita: Libro 28; 17 - 19

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 28; 17 - 19

[17] L Scipio cum multis nobilibus captiuis nuntius receptae Hispaniae Romam est missus [17] L Scipione, unitamente a molti nobili prigionieri fu mandato come messaggero a Roma a comunicare la riconquista della Spagna
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Livio, Ab urbe condita: Libro 09, 01

Score 14.5%

Et cum ceteri laetitia gloriaque ingenti eam rem uolgo ferrent, unus qui gesserat, inexplebilis uirtutis ueraeque laudis, paruum instar eorum quae spe ac magnitudine animi concepisset receptas Hispanias ducebat Mentre gli altri con gioia e con grandi elogi apertamente esaltavano quell'impresa, il solo che l'aveva compiuta, assetato di gesta eroiche e di vera gloria, riteneva che l'aver sottomesso la Spagna fosse piccola cosa a paragone di quelle imprese che il suo spirito grande sognava per lui
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Livio, Ab urbe condita: Libro 07, 27-30

Score 7.8%

Iam Africam magnamque Carthaginem et in suum decus nomenque uelut consummatam eius belli gloriam spectabat Già egli guardava all'Africa ed alla grande Cartagine come coronamento della sua fama per aver concluso quella guerra ad onore suo e del suo nome
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Livio, Ab urbe condita: Libro 45; 23 - 44

Score 44.3%

Itaque praemoliendas sibi ratus iam res conciliandosque regum gentiumque animos, Syphacem primum regem statuit temptare Perciò, ritenendo che fosse prima di tutto necessario preparare il terreno favorevole con l'attirare a sé l'animo dei re e dei popoli, decise di mettere alla prova per primo Siface
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Livio, Ab urbe condita: Libro 28; 23 - 25

Score 13.9%

Masaesuliorum is rex erat, Masaesulii, gens adfinis Mauris, in regionem Hispaniae maxime qua sita Noua Carthago est spectant Questi era re dei Masesili, popolo il cui paese, che confina con quello dei Mauri, è rivolto verso quella regione della Spagna dove si trova Cartagena
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Livio, Ab urbe condita: Libro 03; 01 - 12

Score 11.4%

Foedus ea tempestate regi cum Carthaginiensibus erat, quod haud grauius ei sanctiusque quam uolgo barbaris, quibus ex fortuna pendet fides, ratus fore, oratorem ad eum C Laelium cum donis mittit In quel tempo Siface era legato da un patto coi Cartaginesi; tuttavia Scipione, giudicando che quellaccordo non sarebbe stato mai né più impegnativo né più inviolabile di quello che di solito è uso tra i barbari, per i quali la fedeltà è in ragione diretta della fortuna, mandò con doni a Siface Caio Lelio come suo ambasciatore
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Score 7.8%

Quibus barbarus laetus et quia res tum prosperae ubique Romanis, Poenis in Italia aduersae in Hispania nullae iam erant, amicitiam se Romanorum accipere adnuit: firmandae eius fidem nec dare nec accipere nisi cum ipso coram duce Romano Il re barbaro, contento dei doni, dal momento che la situazione militare era dovunque favorevole ai Romani, giacché in Italia era sfavorevole ai Cartaginesi ed in Spagna ormai la guerra per loro era completamente perduta, promise di accogliere l'alleanza coi Romani; tuttavia, affermò che non avrebbe né dato né ammesso alcuna parola di conferma di tale alleanza se non di fronte a Scipione in persona
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Score 6.7%

Ita Laelius in id modo fide ab rege accepta tutum aduentum fore, ad Scipionem redit Così Lelio, tenuta dal re la sicurezza solo su questo punto: che il generale romano non avrebbe corso alcun pericolo se fosse venuto, ritornò da Scipione
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Livio, Ab urbe condita: Libro 28; 40 - 42

Score 6.3%

Magnum in omnia momentum Syphax adfectanti res Africae erat, opulentissimus eius terrae rex, bello iam expertus ipsos Carthaginienses, finibus etiam regni apte ad Hispaniam quod freto exiguo dirimuntur positis Per colui che desiderava soprintendere la guerra in Africa era sotto ogni aspetto molto importante l'amicizia di Siface, il più potente re di quella regione, che aveva già verificato in guerra gli stessi Cartaginesi e che aveva le terre del suo regno poste convenientemente davanti alla Spagna, poiché i due paesi erano separati solo da uno stretto di mare
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Score 8.1%

Dignam itaque rem Scipio ratus quae, quoniam non aliter posset, magno periculo peteretur, L Marcio Tarracone M Silano Carthagine Noua, quo pedibus ab Tarracone itineribus magnis ierat, ad praesidium Hispaniae relictis ipse cum C Laelio duabus quinqueremibus ab Carthagine profectus tranquillo mari plurimum remis, interdum et leni adiuuante uento, in Africam traiecit Scipione, pertanto, giudicò che mettesse conto affrontare un così grave pericolo, dal momento che non si poteva fare diversamente, perciò lasciò a presidiare la Spagna, Marcio a Tarragona e M Silano a Cartagena, dove a marce forzate era andato da Tarragona; egli poi con C Lelio partì da Cartagena con due quinqueremi e navigando per lo più a forza di remi essendo il mare in bonaccia, passò in Africa qualche volta anche con l'aiuto di un vento leggero