Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 46-50

Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 46-50

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 05, 46-50

Romae interim plerumque obsidio segnis et utrimque silentium esse, ad id tantum intentis Gallis ne quis hostium euadere inter stationes posset, cum repente iuuenis Romanus admiratione in se ciues hostesque conuertit

Sacrificium erat statum in Quirinali colle genti Fabiae

Ad id faciendum C Fabius Dorsuo Gabino [cinctus in] cinctus sacra manibus gerens cum de Capitolio descendisset, per medias hostium stationes egressus nihil ad uocem cuiusquam terroremue motus in Quirinalem collem peruenit

ibique omnibus sollemniter peractis, eadem reuertens similiter constanti uoltu graduque, satis sperans propitios esse deos quorum cultum ne mortis quidem metu prohibitus deseruisset
Nel frattempo a Roma l'assedio si trascinava stancamente e da entrambe le parti regnava il silenzio: e mentre l'unica preoccupazione dei Galli era di evitare fughe di nemici attraverso le proprie linee, ecco che all'improvviso un giovane romano riuscì ad attirare su di sé l'attenzione dei concittadini e dei nemici

La famiglia dei Fabii aveva l'obbligo annuale di offrire un sacrificio sul colle Quirinale

Per celebrarlo, Gaio Fabio Dorsuone, con la toga stretta in vita alla maniera di Gabi e reggendo in mano i sacri arredi, scese dal Campidoglio, attraversò i posti di guardia del nemico e raggiunse il Quirinale senza dare il minimo peso alle urla minacciose

Lì, dopo aver devotamente compiuto tutti i riti previsti, tornò indietro seguendo il percorso dell'andata con la stessa imperturbabilità di espressione e con la stessa fermezza di passo, assolutamente sicuro di godere del favore di quegli dèi dal cui culto nemmeno il terrore della morte era riuscito a distoglierlo
in Capitolium ad suos rediit, seu attonitis Gallis miraculo auda ciae seu religione etiam motis cuius haudquaquam neglegens gens est

Veiis interim non animi tantum in dies sed etiam uires crescebant

Nec Romanis solum eo conuenientibus ex agris qui aut proelio aduerso aut clade captae urbis palati fuerant, sed etiam ex Latio uoluntariis confluentibus ut in parte praedae essent, maturum iam uidebatur repeti patriam eripique ex hostium manibus; sed corpori ualido caput deerat
Fece così ritorno incolume sul Campidoglio in mezzo ai compagni, sia che i Galli rimanessero bloccati per la straordinaria temerarietà del suo gesto o che li trattenesse lo scrupolo religioso, sentimento questo che non lascia certo indifferente quella gente

A Veio nel frattempo crescevano giorno dopo giorno non soltanto il coraggio ma anche le forze

e visto che dalle campagne affluivano in città sia i Romani che avevano vagato senza meta dal giorno della sconfitta presso l'Allia o dopo la caduta di Roma, sia dei volontari arrivati dal Lazio nel desiderio di unirsi alla spartizione del bottino, sembrò allora giunto il momento per riconquistare la patria perduta strappandola alle mani del nemico; ma a quel corpo in perfetta salute mancava una testa
Locus ipse admonebat Camilli, et magna pars militum erat qui ductu auspicioque eius res prospere gesserant; et Caedicius negare se commissurum cur sibi aut deorum aut hominum quisquam imperium finiret potius quam ipse memor ordinis sui posceret imperatorem

Consensu omnium placuit ab Ardea Camillum acciri, sed antea consulto senatu qui Romae esset: adeo regebat omnia pudor discriminaque rerum prope perditis rebus seruabant

Ingenti periculo transeundum per hostium custodias erat

Ad eam rem Pontius Cominus impiger iuuenis operam pollicitus, incubans cortici secundo Tiberi ad urbem defertur

Inde qua proximum fuit a ripa, per praeruptum eoque neglectum hostium custodiae saxum in Capitolium euadit, et ad magistratus ductus mandata exercitus edit
Gli stessi luoghi richiamavano alla memoria della gente la persona di Camillo, e buona parte dei soldati avevano combattuto con successo sotto il suo comando e i suoi auspici; oltre a questo Cedicio dichiarò che non avrebbe offerto il destro a nessuno tra gli dèi o tra gli uomini di togliergli il comando, piuttosto che chiedere lui stesso - memore com'era del proprio grado militare -, la nomina di un generale

Fu così deciso all'unanimità di far venire Camillo da Ardea, ma non prima di aver consultato il senato che si trovava a Roma; tale era il rispetto per la legge e la distinzione dei poteri anche in quel frangente quasi disperato

Per superare i posti di guardia nemici bisognava affrontare dei rischi enormi

Per questa missione si offrì Ponzio Comino, un giovane coraggioso, il quale, disteso su un tronco di sughero, sfruttando la corrente favorevole del Tevere raggiunse Roma

Lì, passando nel punto meno distante dalla riva, salì sul Campidoglio lungo un tratto così ripido che i nemici l'avevano lasciato incustodito e, portato di fronte ai magistrati, consegnò loro il messaggio dell'esercito
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 21; 41-50

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 21; 41-50

Accepto inde senatus consulto uti comitiis curiatis reuocatus de exsilio iussu populi Camillus dictator extemplo diceretur militesque haberent imperatorem quem uellent, eadem degressus nuntius Veios contendit

missique Ardeam legati ad Camillum Veios eum perduxere, seu-quod magis credere libet, non prius profectum ab Ardea quam compererit legem latam, quod nec iniussu populi mutari finibus posset nec nisi dictator dictus auspicia in exercitu habere lex curiata lata est dictatorque absens dictus

Dum haec Veiis agebantur, interim arx Romae Capitoliumque in ingenti periculo fuit
Poi, ricevuto il decreto del senato (secondo il quale i comizi curiati avrebbero dovuto immediatamente richiamare Camillo dall'esilio, consentendo ai soldati di scegliersi come comandante l'uomo che preferivano), Ponzio Comino raggiunse Veio seguendo lo stesso percorso dell'andata

Di lì vennero mandati degli ambasciatori ad Ardea per riportare Camillo a Veio, o piuttosto - come io sono più propenso a credere, egli non lasciò Ardea prima di aver appreso che la legge era stata votata, perché non poteva mutare residenza senza un preciso ordine del popolo né trarre gli auspici nell'esercito prima di essere nominato dittatore; la legge fu approvata nei comizi curiati ed egli fu eletto dittatore pur non essendo presente

Mentre a Veio succedevano queste cose, nel frattempo la cittadella di Roma e il Campidoglio corsero un gravissimo pericolo
Namque Galli, seu uestigio notato humano qua nuntius a Veiis peruenerat seu sua sponte animaduerso ad Carmentis saxo in adscensum aequo, nocte sublustri cum primo inermem qui temptaret uiam praemisissent, tradentes inde arma ubi quid iniqui esset, alterni innixi subleuantesque in uicem et trahentes alii alios, prout postularet locus, tanto silentio in summum euasere ut non custodes solum fallerent, sed ne canes quidem, sollicitum animal ad nocturnos strepitus, excitarent

Anseres non fefellere quibus sacris Iunonis in summa inopia cibi tamen abstinebatur

Quae res saluti fuit
Infatti i Galli, o perché avevano notato orme umane nel punto in cui era passato il messaggero giunto da Veio, o perché si erano resi conto da soli che l'erta nei pressi del tempio di Carmenta poteva essere superata senza difficoltà, una notte debolmente rischiarata inviarono prima in avanscoperta un uomo disarmato per accertare che il passaggio fosse praticabile; poi, passandosi le armi nei punti più difficili, appoggiandosi a vicenda e spingendosi verso l'alto gli uni con gli altri a seconda della natura del terreno, raggiunsero la cima in un tale silenzio che non solo riuscirono a passare inosservati alle sentinelle, ma non svegliarono nemmeno i cani che invece sono animali sensibilissimi ai rumori notturni

Non sfuggirono però alla vigilanza delle oche che, nonostante la grande penuria di viveri, erano state risparmiate perché sacre a Giunone

E questo fatto salvò i Romani
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 26-30

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 05, 26-30

namque clangore eorum alarumque crepitu excitus M Manlius qui triennio ante consul fuerat, uir bello egregius, armis arreptis simul ad arma ceteros ciens uadit et dum ceteri trepidant, Gallum qui iam in summo constiterat umbone ictum deturbat

Cuius casus prolapsi cum proximos sterneret, trepidantes alios armisque omissis saxa quibus adhaerebant manibus amplexos trucidat

Iamque et alii congregati telis missilibusque saxis proturbare hostes, ruinaque tota prolapsa acies in praeceps deferri

Sedato deinde tumultu reliquum noctis, quantum in turbatis mentibus poterat cum praeteritum quoque periculum sollicitaret, quieti datum est

Luce orta uocatis classico ad concilium militibus ad tribunos
Svegliato infatti dal verso e dallo starnazzare delle oche, Marco Manlio, che era stato console tre anni prima e si era sempre distinto in campo militare, afferrando le armi e insieme chiamando gli altri a imitarlo, si fece avanti e mentre i suoi compagni correvano in disordine a armarsi, con un colpo di scudo ricacciò giù dal pendio un Gallo che era già riuscito a raggiungere la sommità dell'erta

Ma siccome la sua caduta travolse quelli che gli venivano dietro, altri Galli, colti dal panico, nel tentativo di aggrapparsi con le mani alle rocce alle quali aderivano con il corpo, lasciarono cadere le armi e finirono sotto i colpi di Manlio

Essendosi nel frattempo aggiunti anche altri Romani, i nemici vennero ricacciati dalle rocce con lancio di frecce e di pietre, così che l'intero contingente di Galli fu respinto con successo franando rovinosamente giù dal precipizio

Tornata la calma, per quanto era consentito a menti sconvolte dal ricordo del pericolo anche se ormai passato, il resto della notte venne dedicato al riposo

Alle prime luci del giorno, il suono delle trombe chiamò i soldati all'adunata di fronte ai tribuni
cum et recte et perperam facto pretium deberetur, Manlius primum ob uirtutem laudatus donatusque non ab tribunis solum militum sed consensu etiam militari; cui uniuersi selibras farris et quartarios uini ad aedes eius quae in arce erant contulerunt, -- rem dictu paruam, ceterum inopia fecerat eam argumentum ingens caritatis, cum se quisque uictu suo fraudans detractum corpori atque usibus necessariis ad honorem unius uiri conferret

Tum uigiles eius loci qua fefellerat adscendens hostis citati

et cum in omnes more militari se animaduersurum Q Sulpicius tribunus militum pronuntiasset, consentiente clamore militum in unum uigilem conicientium culpam deterritus, a ceteris abstinuit, reum haud dubium eius noxae adprobantibus cunctis de saxo deiecit
E siccome era necessario ricompensare chi aveva fatto il proprio dovere e punire chi invece non era stato all'altezza, prima di ogni altra cosa Manlio venne elogiato per il suo coraggio e premiato non solo dai tribuni dei soldati ma anche all'unanimità dai soldati, ciascuno dei quali portò mezza libbra di grano e un quarto di vino alla sua casa sulla cittadella: ricompensa modesta, a parole, ma che in quella situazione di grave penuria era prova di enorme affetto, in quanto ogni soldato, per onorare quell'unico uomo, si privava di viveri, li sottraeva alla propria persona e necessità

Poi vennero chiamati in giudizio le sentinelle di guardia nel punto in cui i nemici erano riusciti a salire senza che nessuno se ne accorgesse

Il tribuno Quinto Sulpicio annunciò di volerli punire tutti in base alla legge marziale: ma trattenuto dalle concordi grida dei soldati che addossavano la responsabilità dell'accaduto su un'unica sentinella, risparmiò gli altri, e, col consenso di tutti, fece scaraventare dalla rupe Tarpea l'uomo che senza dubbio era il responsabile di quella colpa
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 23; 11-20

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 23; 11-20

Inde intentiores utrimque custodiae esse, et apud Gallos, quia uolgatum erat inter Veios Romamque nuntios commeare, et apud Romanos ab nocturni periculi memoria

Sed ante omnia obsidionis bellique mala fames utrimque exercitum urgebat, Gallos pestilentia etiam, cum loco iacente inter tumulos castra habentes, tum ab incendiis torrido et uaporis pleno cineremque non puluerem modo ferente cum quid uenti motum esset

Quorum intolerantissima gens umorique ac frigori adsueta cum aestu et angore uexati uolgatis uelut in pecua morbis morerentur, iam pigritia singulos sepeliendi promisce aceruatos cumulos hominum urebant, bustorumque inde Gallicorum nomine insignem locum fecere
Da quel momento in poi da entrambe le parti la vigilanza fu più accurata: sia presso i Galli che erano venuti a sapere dell'avvenuto passaggio di messaggieri tra Roma e Veio, sia presso i Romani, memori del pericolo corso quella notte

Ma più che da tutti i mali dell'assedio e della guerra, entrambi gli eserciti erano tormentati dalla fame e i Galli anche da un'epidemia dovuta al fatto che il loro accampamento si trovava in un punto depresso in mezzo alle alture, bruciato dagli incendi e pieno di esalazioni, dove bastava un alito di vento per sollevare polvere e cenere

I Galli, non riuscendo a sopportare quelle esalazioni proprio perché erano un popolo abituato al freddo e all'umidità, morivano soffocati dal grande calore mentre il contagio si diffondeva come se si fosse trattato di bestiame, per pigrizia di seppellire i cadaveri ad uno ad uno li bruciavano a mucchi accatastati alla rinfusa, rendendo così in séguito famoso quel luogo col nome di Tombe dei Galli
Indutiae deinde cum Romanis factae et conloquia permissu imperatorum habita; in quibus cum identidem Galli famem obicerent eaque necessitate ad deditionem uocarent, dicitur auertendae eius opinionis causa multis locis panis de Capitolio iactatus esse in hostium stationes

Sed iam neque dissimulari neque ferri ultra fames poterat

itaque dum dictator dilectum per se Ardeae habet, magistrum equitum L Valerium a Veiis adducere exercitum iubet, parat instruitque quibus haud impar adoriatur hostes, interim Capitolinus exercitus, stationibus uigiliis fessus
Venne poi stipulata una tregua con i Romani e, con l'autorizzazione dei comandanti, si iniziarono colloqui;ma dato che durante queste conversazioni i Galli non perdevano occasione per rinfacciare agli avversari la fame che pativano e li invitavano ad arrendersi piegandosi a questa necessità, pare che per far loro cambiare idea a tale riguardo venne gettato giù da molti punti del Campidoglio del pane in direzione dei posti di guardia nemici

Soltanto che ormai la fame non poteva più né essere dissimulata né tollerata a lungo

E così, mentre il dittatore era impegnato a realizzare di persona una leva militare ad Ardea, e dopo aver ordinato al maestro di cavalleria Lucio Valerio di marciare da Veio a capo di un esercito disponeva e preparava le truppe per affrontare i nemici in condizioni di parità, nel frattempo gli uomini attestati sul Campidoglio, stremati dai turni di guardia e dai picchetti armati, non riuscivano a superare quell'unico ostacolo, la fame
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 04. 09-14

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 04. 09-14

superatis tamen humanis omnibus malis cum famem unam natura uinci non sineret, diem de die prospectans ecquod auxilium ab dictatore appareret, postremo spe quoque iam non solum cibo deficiente et cum stationes procederent prope obruentibus infirmum corpus armis, uel dedi uel redimi se quacumque pactione possint iussit, iactantibus non obscure Gallis haud magna mercede se adduci posse ut obsidionem relinquant

Tum senatus habitus tribunisque militum negotium datum ut paciscerentur

Inde inter Q Sulpicium tribunum militum et Brennum regulum Gallorum conloquio transacta res est, et mille pondo auri pretium populi gentibus mox imperaturi factum
La natura non permetteva di averne ragione non ostante avessero già affrontato con successo tutti i mali che possono capitare a degli esseri umani, spiavano di giorno in giorno se apparisse un qualche aiuto da parte del dittatore; alla fine, quando ormai non solo il cibo ma anche la speranza era venuta a mancare e i loro corpi indeboliti erano quasi schiacciati dal peso delle armi nell'incalzare dei turni di guardia, il dittatore ordinò loro di chiedere la resa e il riscatto a qualunque condizione, anche perché i Galli avevano fatto sapere in maniera più che chiara di essere disposti a togliere l'assedio a un prezzo per nulla esorbitante

Allora si tenne una seduta del senato nella quale venne dato ai tribuni militari l'incarico di definire i termini dell'accordo

La questione venne regolata in un colloquio tra il tribuno militare Quinto Sulpicio e il capo dei Galli Brenno: il prezzo pattuito per un popolo presto destinato a regnare sul mondo fu di mille libbre d'oro
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 39; 51 - 56

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 51 - 56

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 01 - 03

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 01 - 03

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 15 - 16

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 27; 15 - 16

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 39; 01 - 05

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 01 - 05

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 36; 36 - 40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 36; 36 - 40