Le sentinelle dello Stretto: i ficus di Reggio Calabria tra radici australiane e memoria mediterranea

Le sentinelle dello Stretto: i ficus di Reggio Calabria tra radici australiane e memoria mediterranea

Potrebbe mai crescere nel cuore di una città dalle fondamenta greche una piccola foresta diagonale di matrice australiana? Accade a Reggio Calabria. Stazione dei treni, pochi passi verso il centro e siamo nei giardini della Villa comunale, oltre i quali parte il lungomare detto Falcomatà, dal nome del sindaco della cosiddetta Primavera di Reggio

Il grande terremoto del 1908 devastò buona parte della città. Uno degli abbellimenti realizzati riguarda una striscia botanica che attualmente ospita molte piante esotiche tra le quali ventisette ficus magnolioidi, sentinelle con lo sguardo fisso sul mare dello Stretto che divide, o unisce, Calabria e Sicilia. 

Poderose radici e tronchi risalenti, osservandoli da vicino si può giurare, sentire quanto forza erculea sia disegnata e trattenuta nelle forme di alberi prepotenti, sembrano quasi un esercito in riposo maestoso. Ed è dire che a poche centinaia di metri ci sono le sale del Museo Nazionale d'Archeologia dove sono in mostra i Bronzi di Riace: e dopo aver sfiorato le due statue antiche, simbolo della cultura latina di questa parte di mondo, ti potresti sedere ai piedi di uno dei ficus secolari accarezzandone le forme a cui sono abituate le persone che abitano a sedici­mila chilometri di distanza, nelle località agresti australiane, o sulla costa pacifica del Nord America: grandiosi ficus della stessa specie ondeggiano nei viali di Los Angeles, Santa Barbara e San Diego. E pensare che lo stesso albero è verosimile nelle parole in cui a tanta fronda corrisponde tanta radice e che, chissà quale foresta capovolta esiste sotto i palazzi storici...

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Tags: #trees
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