Le nozze di Cana - Il Veronese

Le nozze di Cana - Il Veronese

la scena religiosa, narrata nel Vangelo di san Giovanni, racconta di un matrimonio che ci svolge nella città di Cana in Galilea. Quando il vino è terminato, Maria sollecita l'intervento del figlio Gesù. Questi, chiede che si riempiano le brocche di acqua e le trasforma in vino

Venezia di fine 1500 è una citta ricca, cosmopolita, libera ed in perpetua espansione. I racconti dei viaggatori la rendono leggendaria, ci si perde tra vicoli e ponti e la sua bellezza toglie il fiato. Si resta sbigottiti da un miracolo urbano sul pelo dell'acqua. Magnifiche le pitture che adornano i suoi palazzi e le chiese che segnano il paesaggio urbano. La città conosce il suo apogeo artistico con:

  1. Tiziano
  2. Tintoretto
  3. il Veronese

I tre rimangono nella città lagunare anche perchè gli viene offerta la libertà nell'esprimere la propria arte. Tuttavia la Serenissima deve fare fronte alla competizione economica crescente dei porti europei. Cristoforo Colombo ha aperto la strada a molte rotte che crescono vertiginosamente consentendo scambi di merci che, prima avvenivano solo a Venezia sulla rotta delle Indie. Venezia perde anche alcune colonie in medio oriente a favore dei turchi. In questo periodo comunque florido e con una certa indipendenza religiosa da Roma, si dice che: i veneziani credono enormemente in san Marco, abbastanza in Dio e poco o per niente al papa

La rappresentazione è situata su una terrazza. Una balaustra divide di netto la parte superiore praticamente vuota dove due macellai tagliano la carne. Carne e sangue alludono alla morte di Cristo morto sulla croce. Sotto il tavolo una bottiglia raccoglie il sangue dell'animale. La folla è concentrata in basso. Lo spazio ristretto, pieno di una moltitudine di personaggi festosi attorno ad un tavolo da banchetto, amplifica un senso di caos.

Anche se all'epoca la pittura ambiva ad una prostettiva audace che portasse l'occhio dello spettatore nell'illusione della profondità, in questo affresco non c'è una chiara dimostrazione ma  una visione teatrale dell'opera. Percorrendo la superficie della tela, lo spettatore osserva la narrazione del testo biblico del Vangelo di san Giovanni. La storia inizia al centro con Gesù che è causa dello scompiglio che si sta generando. Maria mima, con il gesto della mano, un bicchiere vuoto, lasciando intendere che il vino è finito. Cristo a seguito della determinazione della madre istruisce i servi.

Uno dei servi inclina La giara verso lo spettatore, il quale può vedere che il liquido che ne fuoriesce è chiaramente rosso. Ecco il miracolo del vino. Il coppiere lo assaggia soffermandosi a scrutare anche il colore. Dall'altra parte a sinistra, un servitore sta porgendo allo sposo una coppa piena del nuovo vino e il maestro di tavola rivolgendosi a lui sembra dire: mentre tutti servono da principio il vino buono e quando sono un po' brilli quello meno buono, tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono.

La curiosità si impadronisce degli ospiti, il vicino della sposa sembra chiedersi da dove viene il vino. Due posti più in la, un principe africano si rivolge ad un servitore per averne un assaggio. Nella tavolata la voce continua a diffondersi destando curiosità dei commensali e il desiderio dell'assagio. Eventi che si susseguono uno dopo l'altro, vengono rappresentati tutti insieme dal Veronese. Il peggio è passato, c'è da bere per tutti, si può continuare nei festeggiamenti, il vino non mancherà. Il matrimonio può continuare e i musicisti, deliziare con la musica

Nozze di Cana: Ospiti incuriositi vogliono assaggiare il vino buono [riquadro] Nozze di Cana: Ospiti incuriositi vogliono assaggiare il vino buono [riquadro]

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Tiziano è il pittore ufficiale della Repubblica e la sua fama è nota anche fuori l'Italia. Sostiene il talento del Veronese il quale ottiene presto un posto importante. Costui utilizza l'architettura per strutturare la sua tela, ed ha un senso dello spazio molto sicuro. Le opere che gli vengono commissionate sono destinate a Venezia quindi opta per la pittura su tela, poiché l'umidità e l'aria di mare, danneggiano gli affreschi e le pitture murali. Dirige uno studio e, con molte persone alle sue dipendenze, riesce a realizzare un numero impressionante di dipinti. Prepara bozzetti precisi, che gli assistenti trasferiscono su tela in scala, quindi si dedica alla pittura dei personaggi.

Il Veronese termina l'opera Le nozze di Cana dopo 5 mesi di lavoro. I monaci del monastero benedettino di San Giorgio maggiore, volevano una sontuosa decorazione per il loro refettorio e scelsero il tema del primo miracolo di Cristo.

Dovevano essere inclusi il maggior numero di personaggi, l'artista ne dipinge 133 disponendo dei migliori pigmenti, molti dei quali provenienti dall'Oriente, per colorarli.  Vengono progettati costume teatrali trasformando le mode in qualcosa di simbolico. Si Amplificano proporzioni e gestualità, si esagera nello sfarzo dei costumi rappresentando la scena in senso teatrale, eccedendo forse nella varietà di costumi, dei tessuti e dei gioielli, troppo sgarcianti per una scena biblica

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