I progenitori dei polinesiani venivano probabilmente da Taiwan e parlavano lingue austronesiane simili a quelle dell'attuale Indonesia o delle Filippine. A partire dal 4000 a.C. iniziarono a espandersi verso sud e verso est, passando dalle Filippine e dalle aree colonizzate oltre 20.000 anni prima dai melanesiani (un gruppo etnico connesso ai moderni aborigeni australiani). Le tracce dell'espansione verso est - a Tonga e Samoa - della loro cultura originaria, detta lapita, possono essere seguite attraverso i resti delle tipiche ceramiche smaltate di rosso.
Per i viaggi, i polinesiani costruirono canoe a bilanciere a doppio scafo che permettevano di raggiungere isole lontane, come le Cook e le isole Marchesi, le Hawaii e la Nuova Zelanda. Portavano con sé taro, igname, patate dolci, frutti dell'albero del pane e banane, che avrebbero coltivato sulle isole raggiunte, oltre a polli e maiali da allevare per la carne. Le grandi distanze tra le isole colonizzate portarono le varie società a differenziarsi in modo significativo: meno stratificate a ovest, più complesse a est, soprattutto alle Hawaii, dove emersero una monarchia e un governo centralizzato.







