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"Le Cosmicomiche"

"Le Cosmicomiche"

Le Cosmicomiche sono dodici racconti fantastici nati dalla trattazione colloquiale e immaginifica di teorie scientifiche

opera di Italo Calvino, sono dodici racconti fantastici nati dalla trattazione colloquiale e immaginifica di teorie scientifiche.

Calvino nacque a Cuba nel 1923.Visse la sua infanzia in Liguria e prese parte alla Resistenza. Dopo la guerra si trasferì a Torino, dove laureandosi in lettere, lavorò per la casa editrice Einaudi. Visse per qualche tempo a Parigi. Morì il 18 settembre del 1985 a Siena. Sempre impegnato nel dibattito culturale e letterario contemporaneo oltre a numerosi articoli ,saggi e romanzi , pubblicò alcuni di questi racconti nel 1964 sul giornale " Il Caffè " e altri l'anno seguente su " Il Giorno " , con lo scopo di far nascere dall' universo invisibile e quasi inimmaginabile storie capaci di suscitare emozioni tanto quanto i miti cosmogonici dei popoli dell' antichità. La pubblicazione delle Cosmicomiche testimonia il crollo dei miti razionalisti e progressisti a favore del razionalismo fantastico e un diverso rapporto dell' uomo con i suoi simili; a conferma di questo cambiamento anche l' allontanamento dal PCI nel quale per lungo tempo aveva militato. Ogni racconto presenta un ambiente diverso, situazioni immaginarie in ognuna delle quali il protagonista principale è Qfwfq , l'uomo qualunque , protagonista -narratore di innumerevoli e svariate situazioni, insicuro, innamorato, rassegnato, competitivo, amzioso, addolorato per la perdita di un amore, egocentrico, geloso, impaurito dai giudizi degli altri, curioso e coraggioso. Vive le nostre fobie, le nostre gioie, agisce come noi e forse in alcuni casi la pensa anche come noi. Racconta situazioni tipicamente umane, drammatiche e angosciose, serene e tranquille. Qfwfq è privo di una vera identità, sembra che sia sempre sistito, non viene mai descritto con una fisionomia precisa, non si sa da dove venga, per quale motivo sia lì, ma diventa in ogni circostanza il testimone e protagonista indiscusso dell' evento narrato. Partecipa emotivamente ai suoi racconti e parla degli altri personaggi solo nel momento in cui questi compiono azioni che si mettono in relazione con lui o quando catturano la sua attenzione; li descrive attentamente e ,tranne pochi casi in cui i personaggi sono soltanto nomi che rimangono nella memoria del lettore, riesce a renderli vivi, reali, concreti. Colpisce particolarmente lo zio N' ba N' ga nel " Lo zio acquatico". Ciò che maggiormente caratterizza lo zio è la sua ostinazione; mentre tutti ormai avevano perso i contatti con il mondo acquatico egli continuava a vivere in acqua. Era vecchio ed aveva un muso aguzzo, era arrogante , " villano", tradizionalista, " non c'era verso di fargli accettare per possibile una realtà diversa dalla sua" , testardo, impaziente, un po' saggio, con idee antiquate, ma rispettato comunque da tutti.
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