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La scoperta dei nuovi mondi: riassunto

La scoperta dei nuovi mondi: riassunto

La caduta di Costantinopoli e le nuove rotte commerciali verso le Indie

Nel 1453 succede un fatto importante:  Costantinopoli che, dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, aveva continuato per quasi mille anni ad essere capitale dell'Impero Romano d'Oriente, è assediata e occupata dai Turchi.
In origine, i Turchi erano un popolo di nomadi , molto coraggioso; si erano convertiti  all'Islam, avevano combattuto contro Gengis Khan e avevano costituito un piccolo stato nella zona che oggi è la Turchia.
Nel XV secolo, sotto la guida del sultano Maometto II,  occupano una gran parte della penisola balcanica e completano la loro espansione, cercando di conquistare anche Costantinopoli.
Di fronte a tale pericolo, l'imperatore bizantino di Costantinopoli chiede aiuto ai sovrani cristiani dell'Europa, ma nessuno interviene e così la città è occupata dai Turchi.
La città cambia nome e diventa Istanbul; la cattedrale di Santa Sofia diventa una moschea e il sultano si fa costruire un meraviglioso palazzo.
Dopo aver conquistato Costantinopoli, i Turchi invadono anche una buona parte del Medio Oriente e l'Egitto. In pratica, dopo qualche anno, tutti i più grandi porti del Mediterraneo orientale cadono in mano ai Turchi e questo permette loro di  controllare tutta la merce  che proviene dall' Asia e diretta in Europa.
I Turchi non impediscono  agli stati cristiani di commerciare o di servirsi dei loro porti; tuttavia  essi impongono delle forti tasse doganali sulla merce in transito. Questo crea problemi soprattutto all' economia di Genova, di Venezia e della Spagna che sono i più grossi importatori di tessuti preziosi  e spezie provenienti dalle Indie.
Per questo motivo, si comincia a pensare che i navigatori avrebbero potuto arrivare in Asia (India, Cina o Giappone)  costeggiando l'Africa, evitando quindi  di traversare il Mediterraneo, ormai quasi del tutto sotto il controllo musulmano.
Il Portogallo e la rotta orientale per le Indie. Il primo paese cristiano a sperimentare la nuova rotta verso le Indie (rotta orientale) è il Portogallo.
Il territorio del Portogallo, piuttosto montuoso, era poco adatto all'agricoltura e per questo motivo, la popolazione era in gran parte composta da marinai, molto esperti.
E’ così che i Portoghesi decidono di navigare lungo le coste dell'Africa per dirigersi ad est, vero le coste indiane, non senza aver prima fatto tutti i relativi studi.  Addirittura  a Capo Agres un palazzo viene trasformato in un centro di ricerca per la navigazione: si inventano i portolani (mappe delle coste, della posizione dei porti, ecc..), si costruiscono le bussole e gli astrolabi che servono per calcolare la latitudine. Per navigare, si utilizzano le caravelle, molto veloci che invece di sfruttare la forza dei rematori, utilizzano i venti.
I primi Portoghesi giungono fino alle Canarie e alle Azzorre dove iniziano ad arricchirsi sfruttando la canna da zucchero. Tuttavia, arrivati a Capo Bojador, succede che molti navi scompaiono e già al tempo dei Romani, si diceva che nelle acque vivessero dei mostri marini che si scagliavano contro le navi in transito.
Questo non scoraggia i Portoghesi che  continuano le loro ricerche e scoprono che queste forze sono gli effetti degli alisei e inventano un sistema per superarli.
Nel 1487, Bartolomeo Diaz arriva al Capo di Buona Speranza (la punta estrema dell'Africa) che però non riesce a doppiare perché i suoi marinai si ribellano.

 
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