La sciocca vanita’ di Annone

La sciocca vanita’ di Annone

Il cartaginese Annone, esaltandosi per la superbia, non desiderava rimanere nei limiti degli uomini

... ma riteneva di essere una divinita' e di se' diceva di essere superiore a Zeus. Si impadroniva pertanto di moltissimi uccelli canori e, allevando gli stessi nell'oscurita', insegnava (loro) a dire una (sola) frase:” Annone e' un dio”. Poiche' quelli, ascoltando un unico e (sempre uno) stesso suono della voce, imparavano, (ne) inviava uno qua e uno la', confidando che tutti gli uomini stessero per ascoltare lo stesso discorso e per ritenerlo veramente un dio. Gli uccelli, una volta liberi, dimenticando velocemente gli insegnamenti quelli (appresi) in prigionia di nuovo canta= vano le proprie cose (i propri canti) e fondevano canti di uccelli. E in questo modo il vanaglorioso Annone era smentito nella sciocca aspettativa di se'.

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