La realtà capovolta: propaganda e menzogna nell’attacco tedesco alla Polonia del 1939

La realtà capovolta: propaganda e menzogna nell’attacco tedesco alla Polonia del 1939

fu sull'assalto alla Polonia che la propaganda raggiunse il culmine della fandonia, riuscendo a far raccontare ai giornali tedeschi una realtà esattamente ribaltata. Era la Polonia a «disturbare la pace europea», a mobilitare le truppe, a mettere in fuga i cittadini tedeschi, ad assediare le frontiere, ad avanzare proposte di pace inaccettabili.

La stampa tedesca, dopo settimane di racconti su irreali provocazioni polacche, riuscì così a dare la notizia del tutto ribaltata, tratta da un discorso di Hitler:

Questa notte truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il nostro territorio. Abbiamo risposto al fuoco e da ora in poi alle bombe replicheremo con le bombe.

Tutto falso, era stata la Germania ad attaccare e senza preavviso. Ma quello fu il racconto, quello fu il via alla guerra, senza che fosse mai stata dichiarata. Anzi, sui giornali tedeschi la parola «guerra» fu messa al bando, come ordinò il funzionario del ministero di Goebbels addetto alla sezione stampa Hans Fritzsche: «Nessuna notizia in cui sia pronunciata la parola "guerra"». D'altra parte, lui stesso sottolineò come la Germania stesse solo rispondendo al fuoco, come recitava il primo comunicato ufficiale: «Il conflitto imposto al Reich per la difesa dei diritti e della libertà del suo popolo entro i suoi confini è cominciato».

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