La processione della fila dal dottore a Casal de Pazzi

la processione della fila dal dottore a Casal de Pazzi

sarà che in tempo di pandemia i disservizi si sono accentuali ma l'impazienza delle persone nel fare la fila si è accentuata

dato che sto lavorando in smartworking, uno degli aspetti positivi e che possono staccare in qualsiasi momento e andare dal dottore, potendo fare più tentativi senza prima dover affrontare 40 minuti abbondanti di metropolitana.

L'insofferenza che la gente ha sempre avuto nel fare la fila però è un qualcosa che crea sempre disagio. All'ambulatorio dove vado ci sono sempre due dottori di turno, la dottoressa Ricci e il dottor Fioravanti.

Quando arrivo chiedo chi è l'ultimo e mi accodo, la fila è unica. Piano piano che arriva la gente, gli ultimi appena arrivati, non possono concepire l'idea di aspettare molto, quindi non so esattamente come, si formano due file distinte per i dottori. 

Questo mentre siamo tutti fuori dal portone ad aspettare, infatti dentro entra solo un numero limitato a rotazione per la sicurezza dei dottori e della segretaria. La gente continua ad arrivare e neanche si ispirasse alla regola  L.I.F.I. last in first in, l'ultima che arriva viene servito per primo, si piazzano davanti al portone.

Piano piano mantenere l'ordine della fila diventa più caotico e la gente che deve solo ritirare la ricetta avanza il diritto di essere servita per prima. Un casino che non finisce piu fino a quando, data la lentenza dei dottori a ruotare i pazienti in sala, gli insofferenti appena si apre il portone fiondano dentro dando uno spiccato esempio delle loro capacità di sopportazione sociale.

Quando devo andare dal dottore mi faccio sempre il segno della croce e sapere che come minimo ci devo perdere due ore e una dose di pazienza che si consuma voracemente