La peste di Camus: analisi

La peste di Camus: analisi

Albert Camus è nato nei dintorni di Algeri nel 1913

Di famiglia poverissima, Camus riesce comunque a svolgere studi regolari, iscrivendosi all'Università di Algeri. E' prematuramente colto da una crisi di tubercolosi, dalla quale guarisce a fatica: la malattia non lo abbandonerà più e, nel corso della sua tormentata esistenza, più volte Camus verrà ricoverato a causa di attacchi ciclici di tubercolosi.
Nel 1957 Albert Camus è insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Tre anni dopo muore a Sens in un incidente d'auto.
La peste (editore Bompiani, II edizione 1992), è stata scritta nel 1947 come un racconto in terza persona (si scoprirà solo alla fine che il vero autore di questa cronaca è il dottor Bernard Rieux, cioè uno dei protagonisti principali del romanzo nel quale Camus si riconosce molto) ed è ambientata ad Orano, “una città delle solite, null’altro che una prefettura francese della costa algerina”.
Un’immensa quantità di topi viene trovata morta in ogni angolo della città, presagio riconoscibile di qualcosa di estremamente drammatico. Infatti dopo la fine delle morti di questi animali una tremenda epidemia si diffonde in tutta la città risparmiando poche persone. Ogni giorno si vede espandersi la malattia, aumentare il numero delle vittime e nessuno e’ in grado di fermare questo terribile contagio. Un insieme di conseguenze segue il contagio e la città viene isolata e costretta a chiudere ogni minimo tipo di contatto con il mondo esterno. In tutti i modi si cerca di combattere la malattia: religiosamente, razionalmente ma soprattutto con molta solidarietà da parte di tutti. I personaggi di questo romanzo sono molti, soprattutto perché Camus vuole raccontare il dolore attraverso l’esperienza dei diversi volti di una società, ma ad affiancare questo tema, c’è quello della lontananza e dell’esilio.
Il primo personaggio che si incontra è il dottor Bernard Rieux, un uomo che si impegna con tutta l’onestà possibile contro la peste, va vanti nel suo lavoro senza illusioni, probabilmente perché è già abituato ad affrontare il tema del dolore in famiglia, infatti sua moglie è malata e pochi giorni prima che venga ufficialmente riconosciuta la peste deve partire per una località montana dalla quale non tornerà più, prima perché Orano verrà chiusa e poi perché morirà; Rieux non parla molto della moglie, ma dai suoi pochi discorsi che non riguardano l’epidemia si sente uno stato di solitudine e di coraggio che lo portano a non fermarsi davanti a nulla, probabilmente infatti è quello che sente di più la separazione forzata da un suo caro (la moglie in montagna), ma è quello che la esterna meno di tutti, perché comprende che al di là del suo dolore singolo c’è un dolore generale che va combattuto.

Following pages
Amleto - Riassunto atto 2
Amleto - Riassunto atto 2
Il Futurismo nell’arte, tesina
Il Futurismo nell’arte, tesina
La carbossiemoglobina
La carbossiemoglobina
Giovanni Verga: riassunto
Giovanni Verga: riassunto
De bello gallico (Libro II) - Cesare
De bello gallico (Libro II) - Cesare
Martha Nussbaum "il guidizio del poeta"
Martha Nussbaum "il guidizio del poeta"
La eucellula dei vegetali
La eucellula dei vegetali
I neuroni
I neuroni
Finestre giapponesi
Finestre giapponesi