Le opere - omaggio non solo a Dante ma anche al neonato regno d'Italia - sono concepite come una trilogia unica, capace di esprimere al meglio la dimensione simbolica e allegorica del poema dantesco e su tale principio si fonda la scelta dell'artista di "ritrarre" episodi delle tre cantiche da cui emerga bene il "carattere" che contraddistingue ogni mondo oltre al terreno visitato dal poeta.
Se nell'Inferno le anime narrano la loro storia e la pena è legata a un gesto, al peccato che le ha collocate lì per sempre, quelle del Purgatorio e del Paradiso appaiono al pellegrino Dante dotate di una vita più articolata e ricca. Diverso poi è il ruolo da lui giocato. Mentre nel Purgatorio e nel Paradiso egli è al tempo stesso spettatore e attore - poiché il viaggio che compie gradualmente lo avvicina a Dio e lo vive in comunione con le anime quale strada verso la salvazione - nell'Inferno il Sommo poeta rimane osservatore distaccato.
Le tappe di questo percorso verso la salvezza sono simboleggiate da De Vivo dal progressivo passaggio da tonalità cupe e aspre (in Inferno), verso colori più luminosi (Purgatorio) e smaltati (Paradiso). Per l'Inferno l'artista scegli di rappresentare l'incontro di Dante con alcuni spiriti magni che vivono nel Limbo, capitanati da Omero (raffigurato con una spada, simbolo della poesia epica). Orazio (che reca con sé il testo delle satire), Ovidio e Lucano. Ai piedi del poeta le anime di due fanciulli ricordano coloro che non hanno potuto beneficiare in vita del dono del battesimo.
Più articolata è la tela del Purgatorio con la visione mistica di Beatrice sopra il carro trionfale a due ruote (simbolo della chiesa che poggia sull'antico e Nuovo Testamento) trainato nel giardino dell'Eden con ai lati le personificazioni delle virtù teologali e cardinali. Decisamente più antica e complessa e la rappresentazione del Paradiso. Il poeta inginocchiato al cospetto di San Pietro, Giacomo e Giovanni Evangelista il quale a turno lo interrogavano rispettivamente sul significato della fede, della speranza e della Carità;








