Nei tempi biblici, olah indicava un'offerta che doveva essere completamente consumata dal fuoco. L'uso del termine, quindi, rimanda a un significato religioso: gli ebrei assassinati, i cui corpi venivano completamente bruciati nei forni crematori, sono considerati un sacrificio a Dio. Con il passare del tempo, la parola iniziò a riferirsi all'uccisione su larga scala e alla distruzione. È tutt'oggi in corso un dibattito sull'uso del termine «olocausto». Non si è giunti a un accordo universale sul suo significato, per esempio se faccia esclusivamente riferimento allo sterminio degli ebrei o se possa essere usato anche in relazione al massacro di altri popoli. In Israele c'è una preferenza per la parola shoah che in ebraico significa «catastrofe».








