L’attività di sbarramento sui grandi fiumi del mondo

L’attività di sbarramento sui grandi fiumi del mondo

La seconda metà del XIX secolo, l'intero XX e i primi decenni del XXI hanno segnato il livello massimo di dispiegamento dell'infrastruttura idraulica ovunque nel mondo, con le nazioni che gareggiavano a superarsi l'una l'altra, costruendo dighe sempre più grandi, imbrigliando volumi maggiori dell'acqua fluviale rimanente, convogliando l'acqua mediante tubazioni a distanza di centinaia di km

Le dimensioni dell'attività di sbarramento sui grandi fiumi del mondo nel corso dell'ultimo secolo sono impressionanti, e tale attività continua tuttora. Ci sono attualmente 36.222 dighe disseminate in tutti i bacini dei principali fiumi in Nordamerica, Sudamerica, Europa, Africa e Asia. L'Asia ha il più alto numero di dighe completate, con 10.138 infrastrutture, e rappresenta il 28% delle dighe costruite a livello mondiale. Il Nordamerica ha il 26% delle dighe, mentre in Sudamerica c'è il 21% delle dighe globalmente costruite nell'ultimo secolo. Ad Asia e Sudamerica fanno capo rispettivamente il 50% e il 20% della capacità globale installata, laddove gli Stati Uniti rappresentano il 9% e l'Europa il 18% della capacità installata. Le dighe sono usate per fornire acqua dolce per il consumo umano, per la pulizia e per fare il bagno, per generare energia idroelettrica per le case, gli uffici e le industrie, e per irrigare i terreni agricoli.

Sebbene la costruzione di dighe negli Stati Uniti abbia registrato un rallentamento nel corso degli ultimi decenni, principalmente perché tutti i fiumi sono già stati sbarrati, i paesi in via di sviluppo in Africa, Sudamerica e Asia la stanno incrementando. Gli Stati Uniti sono stati i capofila dell'ultimo grande impulso a erigere dighe su tutti i fiumi del mondo. Il loro più grande trionfo è stato la deviazione del Colorado in modo che confluisse nel lago artificiale Mead e, di là, scorresse attraverso la diga Hoover di recente costruzione, fornendo elettricità e acqua a 25 milioni di persone in Arizona, Nevada, California e in parti del Messico.

Oggi, nel bel mezzo di un riscaldamento climatico frutto di una civiltà industriale basata sui combustibili fossili, le acque dolci del pianeta stanno rapidamente diminuendo in tutto il mondo. Fiumi e laghi si stanno prosciugando, mentre dighe e bacini artificiali, che formano un reticolo di infrastrutture idrauliche esteso su ogni continente, stanno diventando obsoleti. Questa realtà è ancora più spaventosa se pensiamo che il 70% di tutta l'acqua dolce rimanente sul pianeta è destinato all'irrigazione. Per avere un'idea precisa di quanto disastrosa sia la situazione, basta sapere che il 20% di tutta l'acqua dolce rimanente sulla Terra si trova nei cinque Grandi Laghi del Nordamerica:  una considerazione agghiacciante. In questi ultimi giorni della civiltà idraulica, sono i cereali principali - riso, grano, mais, oltre alla soia - a consumare il 59% di tutta l'acqua dolce disponibile destinata ai raccolti alimentari a livello globale.

APRIRE LE CHIUSE

Nel 2011-2012 il Servizio nazionale parchi degli Stati Uniti fece saltare la diga del Glines Canyon e la diga del Elwha, entrambe sul fiume Elwha, nello Stato di Washington. La demolizione della diga del Glines Canyon, alta quasi 65 metri, era all'epoca la più grande operazione del genere effettuata al mondo. La diga Elwha, costruita nel 1914 per generare elettricità, era stata presentata come struttura per l'elettrificazione dell'intera regione, ma non senza sollevare critiche. Il fiume era il più ricco di salmoni della penisola Olimpica e la principale fonte di sostentamento per la tribù dei klallam del basso Elwha. La diga aveva bloccato la migrazione dei salmoni che risalivano l'Elwha, limitando drasticamente i mezzi di sussistenza dei pescatori locali. Un secolo più tardi, con lo sviluppo dell'interesse pubblico per la rinaturalizzazione dei fiumi e il ripristino della vita selvatica nativa, gli umori politici erano mutati, creando un ampio sostegno all'idea di liberare le acque e lasciare che i salmoni tornassero a nuotare.

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