Introduzione ai Canti di Leopardi e l’ultimo canto di Saffo

Introduzione ai Canti di Leopardi e l’ultimo canto di Saffo

La prima edizione dei Canti leopardiani si ha nel 1831, la 2° nel 1835 e la 3° grande edizione si ha post-mortem nel 1845

La prima comprende 23 Canti, la 2° 29 Canti e la 3° 31 Canti. La stesura di quest'opera inizia già nel 1820 e comprende quasi tutte le fasi della poeta leopardiana. I componimenti si dividono a loro volta in tre fasi e quindi in tre tipologie:

1.Fase delle Canzoni civili, Canzoni del suicidio e idilli;

2.Fase dei Canti pisano-recanatesi;

3.Ciclo di Aspasia.

Il titolo Canti allude al fatto che la raccolta dei componimenti poetici abbia una profonda musicalità e anche perché i Canti hanno un aspetto estremamente lirico-soggettivo. Essi rimandano ad aspetti fondamentali della poetica dell'autore sotto l'aspetto esistenziale del poeta, infatti si tratta di Canti molto soggettivi. La raccolta si distribuisce non seguendo un rigido schema dato che non c'è un ordine sempre preciso, anche se i Canti vengono comunque raggruppati per ordine cronologico e tematico. 

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1.Fase delle Canzoni civili, Canzoni del suicidio idilli (1821-1822): per Canzoni civili si intendono quelle canzoni che Leopardi scrive dando loro un'impronta politica e patriottica, dato che anche l'autore voleva partecipare ai moti risorgimentali per l'unificazione dell'Italia, seppur indirettamente. Le Canzoni più famose ed importanti di questa fase sono: "Inno ai Patriarchi" e "Alla primavera, o delle bella favole antiche". Le Canzoni del suicidio invece non sono canzoni che si possano definire propriamente civili, e in particolare sono due: "Bruto minore" e "Ultimo canto di Saffo", canto del 1822 che conclude di fatto la prima fase dei canti. Il Canto Bruto minore descrive un personaggio realmente esistito, Bruto il cesaricida, il quale fu sconfitto da Antonio e Ottaviano a Filippi nel 42 a.C. Leopardi lo rappresenta come morto suicida in difesa della propria libertas, anche se prima di suicidarsi lo stesso Bruto lancia un'aspra condanna rivolta agli Dei e al destino avverso che hanno voluto che la sua politica fosse sconfitta. Si tratta di un suicidio che assume un valore esistenziale di carattere universale. Il suicidio è soggettivo. Bruto minore perché è piccolo ed impotente di fronte al destino avverso contro di lui.

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Biografia: Giacomo Leopardi