Un quadro con questo soggetto, sempre attribuito a Caravaggio, è testimoniato nella collezione romana fino all'inizio dell'Ottocento e la riscoperta, circa vent'anni fa, del passaggio del quadro da Roma a Vienna ha consolidato l'attribuzione a Caravaggio.
È il momento in cui la derisione di Gesù tocca il culmine dell'umiliazione e della violenza. Non solo viene battuto, ma gli viene posta sul capo la corona fatta di spine. Con il volto piegato a mostrare un torso statuario su cui scorre la luce, Cristo mostra un profilo marcato ma perfetto. A sinistra, sul parapetto, un soldato in vesti contemporanee dà le spalle allo spettatore e, dal tempo suo, probabilmente quello del committente, osserva la scena.Il metallo della sua armatura risponde perfettamente alla luce, il suo volto si perde in un'ombra spessa, generata dal prorompere dell'illuminazione diretta sulla scena evangelica.







