Illuminismo nella letteratura italiana

Illuminismo nella letteratura italiana

Il settecento Europeo è caratterizzato dalle guerre di successione fra le varie potenze europee che si contendevano il potere dell’Europa

In questo periodo troviamo in Francia l'assolutismo monarchico, in Inghilterra la monarchia parlamentare e in Italia ancora gli stati regionali.

E' il secolo dell'illuminismo. L'illuminismo è un movimento culturale che nasce in Inghilterra ma poi si sposta in Francia. Gli illuministi sono coloro che, guidati dai lumi della ragione, combattono per la propria libertà di pensiero, per una maggiore tolleranza e per un miglioramento della cultura.

Mentre in Inghilterra gli intellettuali hanno una maggiore possibilità di esprimersi, in Francia no. E' proprio qui in Francia che l'illuminismo prende un carattere più violento.

I principali esponenti di questo movimento in Francia sono: Voltaire, Montesquieu, Rousseau, D'Alembert e Diderot.

La religione. Tutti gli illuministi sono contro le religioni rilevate e positive perché hanno troppi dogmi e segreti inspiegabili. Loro sono soprattutto:

1.    Deisti: credono in un'unica religione naturale;

2.    Sensisti: riconducono tutta l'esistenza alle sole sensazioni fisiche;

3.    Materialisti: credono che solo la materia esiste e che tutto è mosso da leggi fisiche;

4.    Deterministi: spiegano tutto l'universo secondo rapporti di causa-effetto.

La politica. Gli illuministi sono contro l'assolutismo monarchico. Credono che in uno stato ideale ognuno deve poter condividere liberamente le proprie idee. Uno dei filosofi più attivi nel campo della politica sarà Montesqieu che ipotizzerà la tripartizione dei poteri e diceva che, in base all'espansione territoriale, bisogna adeguare un determinato tipo di governo: repubblica per territori piccoli, monarchia per territori di media ampiezza, dispotismo per territori molto ampi.

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Una visione molto diversa ce l'ha Rousseau che dice che l'uomo per trovare la felicità deve ritornare alle società naturali e primitive, quelle in cui la proprietà privata non abbia creato disparità e disuguaglianze!

L'illuminismo, il settecento e l'Italia! L'Italia, invece, esce dalla dominazione spagnola. Gli intellettuali cominciamo a rendersi conto della loro arretratezza culturale e cominciamo a scambiare lettere con gli intellettuali francesi e inglesi, partecipano ad incontri e cercano di riprendere la cultura e la letteratura italiana. Iniziano a criticare il barocco e richiedono a gran voce una cultura utile. In questo periodo troviamo tre importanti intellettuali: Muratori, Giannone e Vico.

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