Si recherà armato nello stesso luogo in cui l'amico e la sua ragazza si erano sparati pochi giorni prima, ma non riuscirà a premere il grilletto. La mano trema e finisce per scaricare i colpi su un albero. Torna a casa sentendosi un vigliacco, incapace di compiere il proprio volere. Il pensiero di farla finita sarà una presenza costante nella sua esistenza.
Qualche mese dopo un altro amico, il figlio del professore Predella, sceglie di togliersi la vita. Cesare è annichilito da questi tragici avvenimenti. I drammi dell'infanzia torneranno a galla periodicamente









