Il sabato del villaggio: parafrasi

Il sabato del villaggio: parafrasi

Durante il tramonto la ragazza ritorna dalla campagna con il suo fascio di erbe

e porta con se, in mano un piccolo mazzo di rose e di viole, delle quali, come di consueto, lei si accinge ad ornare il petto e i capelli, domani, al giorno festivo. Una vecchietta è seduta a filare sulla scala insieme alle vicine proprio nella direzione in cui tramonta il sole; e va raccontando le storie dei suoi anni felici, quando durante i giorni di festa, si ornava, e ancora sana e snella era solita danzare la sera insieme a coloro che ebbe come compagni dell'età più bella.



Ormai il cielo inizia a scurirsi, il cielo sereno torna azzurro, e al biancheggiare della giovane luna ritornano giù dai colli e dalle case le ombre. Ora la campana dà segno della festa che sta arrivando; e a quel suono, diresti che ilo cuore si consola. I fanciulli gridando in gruppo sulla piazzola, e saltando di qua e di là fanno un rumore allegro: e intanto il contadino ritorna fischiando alla sua povera casa, e fra se pensa al giorno del suo riposo.



Poi quando intorno è spenta ogni altra luce, e tutto il resto tace, puoi sentire i martello picchiare, senti la sega del falegname, che sveglio nella sua bottega chiusa, alla luce della lucerna, si affretta e si da fare per finire il lavoro prima della luce dell'alba.