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Il Decadentismo in Pascoli, D’annunzio, Gauguin

Il Decadentismo in Pascoli, D’annunzio, Gauguin

La Grande Guerra IL DECADENTISMO LA POETICA Definito da B. Croce "dilettante di sensazioni"

D'Annunzio interpreta il gusto decadente e intende il poeta come soggetto inimitabile dotato di acuta sensibilità. L'arte è attività suprema, fortemente soggettiva ed  esaltante. Alla base del pensiero dannunziano è possibile riscontrare queste tre componenti: estetismo, panismo, superomismo. "Il Piacere" è considerato la vera e propria "bibbia" del decadentismo italiano, in cui il protagonista incarna il simbolo della sfrenatezza sensuale che sfocia nella lussuria, generando insoddisfazione e inappagamento dei desideri. Andrea Sperelli è un personaggio autobiografico, poichè è l'incarnazione di quello che l'autore avrebbe voluto essere. L'esteta vive da uomo fuori dal comune perché eccezionalmente dotato e raffinato. Nel romanzo il poeta rivela una ricerca della bellezza come prototipo di una donna affascinante e sfuggente, espressione di ciò che può ammaliare un esteta.L'estetismo tende a rappresentare immagini cariche di compiacimento estetico. Il culto per la parola predilige quella provocatoria, suggestiva e la forma preziosa e barocca. Soprattutto in Alcyone l'autore esprime il panismo, il cui nome deriva dal dio Pan che tornato sulla terra, invita gli uomini a immergersi nelle cose, a immedesimarsi in esse; le parole e le immagini si fanno evanescenti, mentre il linguaggio è analogico ed evocativo. Una concezione decadente della realtà consente di attribuire alla natura caratteristiche umane e all'uomo di immergersi nella natura. Si attenua fino quasi ad annullarsi la distinzione tra il soggetto-poeta e l'oggetto-natura.Dietro alle parole c'è però il vuoto più completo di pensiero, ma soprattutto di sentimento. E' riscontrabile nel poeta il desiderio di imporsi, di agire e ciò sconfina in megalomania già riscontrabile nel poeta adolescente che negli anni maturi risente della nuova filosofia tedesca (superomismo). Giovanni Pascoli(1855-1912) Nasce nel 1855 a S.Mauro di Romagna da modesta famiglia: il padre è amministratore di una tenuta dei principi di Torlonia. Il 10 agosto del 1867 il padre, mentre ritorna a casa, viene assassinato: iniziano le difficoltà economiche per la famiglia, infatti la madre rimane vedova con sette figli ancora bambini.L'anno seguente muoiono la madre e la sorella maggiore. Intanto Giovanni continua gli studi presso un collegio diretto dagli Scolopi di Urbino. Finiti gli studi liceali, in un concorso di borse di studio, si classifica primo (lo esamina Carducci) e si può così iscrivere alla facoltà di lettere. Nel 1876 ci sono altri lutti in famiglia: muore il fratello Giacomo. A queste tristi esperienze che provocano in lui un senso di rivolta è in parte dovuto l'accostamento alle idee anarchico-socialiste di Andrea Costa. Nel 1879 viene arrestato per aver partecipato ad una dimostrazione anarchica: al processo viene dichiarato innocente, ma l'esperienza del carcere ha inciso profondamente sulla sua formazione e lo ha ori
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