Il complesso episcopale di Parma: Duomo, Battistero e Campanile

Il complesso episcopale di Parma: Duomo, Battistero e Campanile

Il complesso episcopale di Parma: Duomo: 1090 ca-1130; Battistero: 1196-1260 ca; Campanile: 1284-94
Il contesto urbanistico - Il cuore della città medievale

Il Duomo e il Battistero di Parma si affacciano sulla piazza che costituiva il cuore religioso e civile della città medievale e che ancora oggi si presenta nel suo aspetto originario . Il primo edificio appartiene alla fase di massima fioritura del Romanico padano, tra la fine dell'XI e la prima metà del XII secolo, mentre il secondo si colloca in un momento di transizione al Gotico, intorno alla metà del XIII secolo. Il Palazzo del Vescovado, posto di fronte al Duomo, completa dal punto di vista urbanistico un insieme di grande coerenza e omogeneità stilistica, che attesta il processo di riqualificazione edilizia in corso nei principali comuni dell'Italia centro-settentrionale tra XI e XII secolo.

La storia dell'edificio - Una monumentale cattedrale padana. La costruzione della cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta ed eretta sopra una più antica chiesa medievale distrutta forse da un incendio, è legata, come nel caso di Modena, alle alterne vicende delle guerre tra il papa e l'imperatore, in particolare alla figura di Matilde di Canossa.

L'inizio del cantiere è da ipotizzarsi intorno al 1090 per opera di maestranze lombarde: abside, presbiterio e cripta sono le prime parti a essere realizzate, mentre la costruzione fu compiuta, malgrado un terremoto, nel 1130. Alla fase romanica ne seguì una, negli ultimi decenni del XII secolo, con anticipazioni gotiche dovute all'intervento di Benedetto Antelami (vedi p. 382).

La zona absidale - La zona absidale , la più antica, è quella che più risente delle vicende storiche. In origine, la cattedrale era stata voluta dal vescovo Cadalo, che, in quanto filoimperiale, si era ispirato a modelli d'oltralpe, in particolare germanici. La parte con l'abside non richiama infatti gli esempi del Romanico padano: anomale sono la grandezza di presbiterio e transetto e la forma di quest'ultimo, terminante con un'abside per ciascuna testata più altre due poste lateralmente. L'effetto è quello di un impianto centrale destinato a innestarsi sulla futura pianta longitudinale . Una vastissima cripta si estende al di sotto dell'intero presbiterio, che risulta sopraelevato, mentre al centro della crociera si innalza il tiburio della cupola (rifatto nel XVI secolo).

All'esterno questa struttura imponente presentava un gioco di volumi cubici e curvilinei, oggi alterato da aggiunte posteriori, ma di cui si può ancora apprezzare il complesso incastro, saldato dalla continuità delle logge praticabili, delle lesene e degli archi ciechi che conferiscono unitarietà all'insieme.

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La pianta e l'interno. Quando la cattedrale fu consacrata, nel 1106, i lavori erano ancora in corso. Nel frattempo la città era passata al partito filopapale e il nuovo vescovo, Bernardo degli Uberti, fece modificare il progetto dell'edificio. La pianta definitiva ha uno sviluppo longitudinale a croce latina, divisa in tre navate, con campate rettangolari in quella centrale e quadrate nelle laterali , sopra le quali si aprono matronei percorribili.

La copertura, ora con volte a crociera in tutte le navate, era in origine lignea in quella maggiore, più ampia. Al perduto pontile che si trovava davanti al presbiterio, rialzato sulla cripta e ora accessibile tramite una gradinata, apparteneva la Deposizione (1178; vedi ancora p. 382), una delle poche testimonianze rimaste delle sculture realizzate da Antelami per il Duomo. L'aspetto attuale dell'interno è molto lontano da quello originario: nel corso dei secoli, infatti, furono aggiunte numerose cappelle alle navate laterali per ospitare le tombe di famiglia della nobiltà cittadina e vennero realizzati i grandiosi cicli pittorici che oggi impreziosiscono l'edificio, fino al grandioso affresco della cupola in cui Correggio, nel Cinquecento, illustrerà l'Assunzione della Vergine.