Nel 1856 ci fu uno sposalizio, tra Costanzo Falletti di Rodello ed Eulalia Della Chiesa di Cervignasco, per l'occasione venne messo a dimora sul colle, nel punto più alto da cui ammirare i campanili d'attorno, un piccolo cedro del Libano, l'albero di cui erano fatte le colonne del tempio di Gerusalemme voluto da Salomone.
Centosessantacinque anni più tardi il mondo attorno è cambiato, le case, i confini, le piscine, i robot che tagliano il prato come se fossimo a Londra, le cappelle isolate restaurate con colori vivaci, pur restando quei filari che richiedono sempre tanta dedizione e sudore, sul colle trionfa un alberone circolare, rami penduli e ossequiosi dei cambiamenti isobarometrici, visitato dal Vento Matteo di buzzatiana memoria. La sua figura si staglia nel paesaggio e lo si ammira a diversi chilometri di distanza. Avanzando dalla pianura torinese che separa il capoluogo da questa regione di enormi spiagge pleistoceniche e mioceniche. E non a caso, di tanto in tanto, emergono i resti di balenottere preistoriche che finiscono per essere ammirate nei musei di scienze naturali di Asti e Torino.
Questo bel gigante, oggi è recintato, come diversi alberi è stato museizzato. I viandanti e visitatori che passano lo fotografano, lo ammirano, lo salutano come si fa con una statua, una cascatella o un masso erratico.






