Il cavaliere inesistente: riassunto breve della trama

Il cavaliere inesistente: riassunto breve della trama

Personaggi. Mercoledi, 12 Ottobre 2016. visite: giorni 91 Classifica 20.1 %

Siamo sotto le mura di Parigi dove da più di tre ore vi era schierato l’esercito di Carlo Magno pronto

.... e vestito di tutto punto per affrontare la guerra contro gli infedeli. Tre squilli di tromba annunciavano l’arrivo di Carlo Magno che passava davanti a i suoi paladini e ne richiedeva il riconoscimento. Questo rituale andò avanti in modo monotono fino a che Carlo Magno non arrivò davanti ad un cavaliere con una armatura bianca. Per Carlo Magno era strano vedere un armatura così pulita durante la guerra. Il Cavaliere si presentò con il nome di Agiulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Semplia Citeriore e Fez. Agiulfo spiegò che in realtà la sua armatura era vuota perché lui non esisteva e riusciva a combattere solo grazie alla forza di volontà.
Dopo averne avuto conferma il Re tornò alla sua tenda e essendo un po’ anziano ed avendo altre questioni a cui badare non diede più di tanto importanza a questo particolare caso e fece suonare il segnale di rompere le righe. I cavalieri si riunirono in campannelli, tutti tranne Agiulfo che era impegnato ad impartire ordini su come sistemare la scuderia e i cavalli. Nonostante Agiulfo fosse un perfetto modello di cavaliere i suoi compagni lo consideravano antipatico e fastidioso.
II.    Sull’accampamento scese la notte, tutti dormivano nelle loro tende tranne il cavaliere inesistente. Il sollievo del sonno non era dato ad Agiulfo che era costretto a rimanere nella sua armatura. Passava il tempo a sistemare la sua tenda, lucidare l’armatura, affilare la sua spada già affilata e a perdersi nei suoi ragionamenti razionali. Annoiato da tutto questo decide di uscire dalla tenda per fare due passi e per allenarsi. Mentre ripassava le mosse della scherma arrivò un ragazzo che fece sospendere il suo allenamento.
Il giovane si chiamava Rambaldo di Rossignore, arruolatosi per vendicare la morte di suo padre il marchese Gherardo di Rossignore ucciso dall’argalif Isoarre. L’obiettivo del ragazzo era battersi con Isoarre allora Agiulfo gli disse di dover rivolgersi alla così detta Sovrintendenza ai Duelli e alle Macchie dell’Onore, poi il cavaliere Agiulfo se ne ritornò nell’accampamento. La mattina dopo Rambaldo andò nell’accampamento da due capitani seduti in mezzo a numerose scartoffie, si presentò e spiegò i motivi del suo arrivo.
I capitani infastiditi gli chiesero come facesse lui a sapere della procedura e il ragazzo parlò di un cavaliere vestito di bianco e allora i capitani spiegarono al ragazzo che in realtà quel cavaliere non esisteva. Durante i preparativi per la battaglia Agiulfo stava sistemando delle pigne in forme geometriche. La mattina, dove tutte le cose perdevano la consistenza d’ombra acquisita nella notte, Agiulfo aveva bisogno di impegnarsi in ragionamenti e gesti razionali per non dissolversi anche lui come le ombre.

 

Adesso mi sento...