Dopo l'apprendistato in patria, dove esordì come paesaggista, egli soggiornò in Germania, lavorando con il fratello Frans a Francoforte, Norimberga e alla corte di Hessen-Kassel. Nel 1703 fu ad Amsterdam dove operò per il mercante Jacob de Vos. Ritornato in patria, nel 1704, entrò a far parte della Gilda di San Luca ad Anversa e soggiornò a Bruxelles e Gand. Oltre alle battaglie egli realizzò numerose scene di paese nello stile di Jan Brueghel il Vecchio di cui fu un tardo epigono accanto ad altri suoi colleghi di Anversa e Bruxelles che veicolarono nel Settecento la tradizione del paesaggismo di genere inaugurata dal grande maestro fiammingo all'inizio del Seicento e divulgata nel corso del secolo dal di lui figlio, Jan Brueghel il Giovane.
Un fare di pennello che, come un marchio di fabbrica, caratterizza segnatamente il corpus delle opere dell'artista, tra cui si deve ai paesaggi in pendant con scene di villaggio conservati agli Uffizi e quelli nella Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano.Nessuno di questi dipinti è datato, ma si può supporre che una delle due opere fiorentine, ambientata lungo il corso del Reno, risalga al periodo (1703) in cui l'artista lavorò per il mercante De Vos, per il quale realizzò soprattutto repliche di Brueghel e, appunto, vedute reniane.Breydel predilige generalmente un punto di vista alto e distanziato che concede molto respiro alle composizioni dove dal brulicante staffage del primo piano si procede per piani paralleli verso un orizzonte sfumato e trasparente come vediamo nel quadro esposto, databile nel primo quarto del Settecento.







