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I sommersi e i salvati: riassunto

I sommersi e i salvati: riassunto

I personaggi sono Miklos Nyiszli, Hans Biebow, Hans Mayer ed altri riportati da Levi

il protagonista-autore,  per sostenere le sue convinzioni. Miklos Nyiszli, medico ungherese, è stato tra i pochissimi superstiti dell’ultima Squadra Speciale di Auschwitz. Era un noto anatomo-patologo, esperto nelle autopsie, ed il medico capo delle SS di Birkenau, …doveva dedicarsi in specie allo studio dei gemelli. Le Squadre Speciali dicevano ai detenuti “Noi, il popolo dei Signori, siamo i vostri distruttori, ma voi non siete migliori di noi; se lo vogliamo, e lo vogliamo, noi siamo capaci di distruggere non solo i vostri corpi, ma anche le nostre anime, così come abbiamo distrutto le nostre”.
Hans Biebow losco industriale tedesco, era il funzionario responsabile dell’amministrazione del ghetto, e in pari tempo ne era l’appaltatore…non era una belva: non gli interessava creare sofferenze inutili né punire gli ebrei per la loro colpa di essere Ebrei, bensì guadagnare sulle forniture nei modi leciti e negli altri.
Hans Mayer, filosofo suicida, e teorico del suicidio, era nato a Vienna nel 1912, da una famiglia prevalentemente ebraica, ma assimilata ed integrata nell’Impero Austro-Ungarico. Banchè nessuno si fosse convertito al cristianesimo belle debite forme, a casa sua si festeggiava il Natale attorno all’albero adorno di lustrini; …fino ai diciannove anni Hans non aveva mai sentito che esistesse una lingua Jiddish. Si laurea a Vienna in Lettere e Filosofia…un pugno nazista gli rompe un dente, e il giovane intellettuale è fiero della lacuna nella dentatura come se fosse una cicatrice riportata in un duello studentesco. Lui, ebreo non si considera: non conosce l'ebraico né la cultura ebraica, non dà ascolto al verbo sionista, religiosarnente è un agnostico. Neppure si sente in grado di costruirsi un'identità che non ha: sarebbe una falsificazione, una mascherata.
Chi non è nato entro la tradizione ebraica non è un ebreo, e difficilmente pub diventarlo: per definizione, una tradizione viene ereditata; è un prodotto dei secoli, non si fabbrica a posteriori. Eppure, per vivere occorre un'identità, ossia una dignità. Per lui i due concetti coincidono, chi perde l'una perde anche l'altra, muore spiritualmente: privo di difese, è quindi esposto anche alla morte fisica. Ora, a lui, ed ai molti ebrei tedeschi che come lui avevano creduto nella cultura tedesca, l'identità tedesca viene denegata: dalla propaganda nazista, sulle immonde pagine dello Stúrmer di Streicher, l'ebreo viene descritto come un parassita peloso, grasso, dalle gambe storte, dal naso a becco, dalle orecchie a sventola, buono solo a danneggiare gli altri. Tedesco non è, per assioma; anzi, basta la sua presenza a contaminare i bagni pubblici e perfino le panchine dei parchi.