I Regni e le Interruzioni: Le Fasi della Storia Egizia

I Regni e le Interruzioni: Le Fasi della Storia Egizia

12.000 anni fa, quando comparvero i primi gruppi di cacciatori-raccoglitori, il Sahara non era il grande deserto che conosciamo oggi, ma una vasta savana in cui pioggia abbondante e temperature miti favorivano le giuste condizioni per gli insediamenti umani
Fu soltanto 6.000 anni più tardi, quando le condizioni climatiche cambiarono drasticamente, che i gruppi di pastori nomadi iniziarono a spostarsi verso il Nilo, nella cui valle affiorarono le prime culture neolitiche.

Tra il 3.200 e il 3.000 a.C. sorsero i due grandi regni dell'Alto e del Basso Egitto. Il primo, che sorgeva nel sud del paese, aveva capitale a Ieracompoli e il suo simbolo era la corona bianca. Il secondo, che sorgeva a nord, aveva capitale a Buto e il suo emblema era la corona rossa. I re di questi due regni, i cui nomi evocano ancora reminiscenze animiste (ricordiamo il famoso re scorpione), tentarono a più riprese di unificare il paese senza successo.

Finalmente, con i sovrani thiniti (originari cioè della città di Thinis, in Alto Egitto), il regno venne unificato. A farsi fautore dell'unificazione fu il leggendario re Menes, che gli storici tendono a identificare con Narmer o con Aha "il Combattente". Sotto quest'ultimo, la residenza monarchica fu spostata nell'area in cui sorgerà Menfi - la futura capitale. Inoltre, fu introdotto il calendario e, nella necropoli di Saqqara, fu costruita la mastaba, l'edificio funerario che ispirerà la forma piramidale.

I sovrani unificatori furono al comando della prima e della seconda dinastia 

ANTICO REGNO

Con l'avvento della terza dinastia, si fa iniziare convenzionalmente il periodo storico noto come Antico regno. Con la VI dinastia si fa concludere il periodo dell'Antico regno. Cambiamenti climatici, che portarono siccità e carestia, e il crescente potere dei governatori delle province, infatti, contribuirono a screditare l'autorità regale. Questo periodo di profonda crisi politico-sociale è noto come con il nome di Primo periodo intermedio, durante il quale il paese si frammentò in numerosi principati locali. La zona del Delta venne occupata da beduini invasori. Nel centro del paese, invece crebbe l'importanza del principato di Tebe, destinato a diventare presto il centro politico-religioso più importante dell'Egitto.

Il sentimento di profonda crisi di questo periodo è cristallizzato nei testi profetici apocalittici, che ci descrivono un paese ormai perduto e prossimo alla distruzione. 

MEDIO REGNO

Con la fondazione della XII dinastia si fa iniziare il periodo del Medio regno in cui il paese, dopo la fase di frammentazione, venne nuovamente unificato sotto un'unica Corona.

Con Amenemhat I, la religione conobbe un importante cambiamento: il dio Ra di Eliopoli venne fuso con il Dio Amon di Tebe, dando vita al demiurgo creatore Amon-Ra, che da questo momento in poi, assurgerà al vertice del Pantheon egizio.

Tra la XIII e la XVI dinastia, l'Egitto conobbe un nuovo periodo di crisi, noto come Secondo periodo intermedio, a causa dell'espansione nel nord dei cosiddetti Hyksos, il cui nome greco, significa "capi dei paesi stranieri". Si trattava infatti di non meglio identificate popolazioni asiatiche. I capi stranieri stabilirono la loro capitale nella città di Avaris, minando le fondamenta dell'impero egizio. Nel frattempo, per opera dei sovrani della XVII dinastia, il potere faraonico si riorganizzava nella città di Tebe 

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IL NUOVO REGNO (1550-1070 a.C.)

Con la cacciata degli Hyksos da parte dei re tebani, si fa iniziare il Nuovo regno, durante il quale il Paese conobbe il suo momento di massimo splendore. Grazie alle campagne militari di Thutmosi III, infatti, i confini si espansero fino al regno di Mitanni, rendendo l'Egitto la massima potenza politica del Vicino Oriente, come testimoniano le Lettere di Amarna, una raccolta di fitta corrispondenza tra i faraoni e i sovrani dei regni asiatici.

In questo periodo, la città di Tebe assurge definitivamente a centro politico-religioso dell'impero e la produzione artistica raggiunge una raffinatezza tale che ancora oggi è motivo di stupore (ricordiamo, in particolare, la famosa maschera funeraria di Tutankhamon). Nasce, inoltre, la poesia d'amore legata alla dea Hathor, dea della gioia e dell'innamoramento, che testimonia il ricco clima culturale di questo periodo. 

Verso la fine del Nuovo regno, si pone quella che viene generalmente definita come Età amarniana, in cui, per opera del faraone Akhenaton, il Paese conobbe un periodo di profonda rivoluzione religiosa. Durante questa fase, che durò circa diciassette anni, il disco solare Aton venne elevato al rango di unico dio, finché, con l'ascesa al trono di Tutankhamon, la religione tradizionale venne restaurata.

In seguito al lungo periodo di prosperità dell'Età ramesside, il Paese conobbe un nuovo periodo di crisi, chiamato Terzo periodo intermedio, causato dalla crescente indipendenza della casta sacerdotale tebana. Il Paese si divise in due: a Nord regnava il faraone, con capitale a Tanis; a Sud i grandi sacerdoti di Amon, con capitale a Tebe. A rimarcare il potere politico della casta tebana, nacque la figura della Divina adoratrice, sposa casta del dio Amon, una traslazione in ambito divino della Grande sposa reale, regina del faraone.

Dopo il periodo noto come Epoca tarda, caratterizzato da frammentazione politica, dominazioni straniere e profonda nostalgia per la gloria del passato, nel 332 a.C. il governo dell'Egitto passò, per opera di Alessandro il Grande, nelle mani dei Greci. Il condottiero ellenico fu accolto come un re, poiché aveva appena sconfitto, a Isso, il re persiano Dario III, che all'epoca vantava l'Egitto tra i suoi domini. Per legittimarne l'autorità, i sacerdoti egizi lo incoronarono in via ufficiale a Menfi. Sotto il suo regno, fu fondata la città di Alessandria, che divenne il principale centro politico, religioso e culturale dell'epoca.

Poiché Alessandro, essendo impegnato ad ampliare i confini del suo immenso impero, non risiedette mai stabilmente in Egitto, il governo del Paese era nelle mani di Tolomeo figlio di Lago, uno dei suoi più fedeli generali. Alla morte di Alessandro, questi fu incoronato faraone con il nome di Tolomeo I Sotere, "il Salvatore". La dinastia tolemaica stabilì la capitale ad Alessandria e regnò sull'Egitto per quasi trecento anni, fino a quando, con la morte di Cleopatra VII, avvenuta nel 30 a.C., l'Egitto divenne provincia romana.

Durante questo periodo, la religione egizia conobbe un profondo mutamento dovuto al sincretismo religioso con la religione greca. Le grandi divinità autoctone vennero fuse con quelle straniere, cambiando forma e sfere d'influenza, e le figure di Iside e Osiride videro il loro trionfo sull'antica religione solare.

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