I mostri della letteratura

I mostri della letteratura

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Storia e tappe storiche del "mostro"

GRECIA Per quanto riguarda  la Grecia antica abbiamo de riferimenti riguardo al mostro per quanto riguarda l’India. Il mondo era infatti una terra inesplorata, così come lo era l’India, terra orientale, che si pensava fosse abitata da creatura mostruose. Alessandro Magno si spinse però verso questo paese, ciò dimostra come l’attrazione verso terre e cose sconosciute fosse presente anche in lui. Voleva vedere cosa ci fosse al di là delle terre conosciute, cosa ci fosse al di là dei confini del mondo. // Anche Aristotele affronta nel mondo greco il problema della mostruosità. Egli si rifiuta però di considerarlo un prodigio, un presagio o un avvertimento; lo considera piuttosto un insuccesso della natura, un’anomalia. Era un qualcosa che andava contro natura, non come concetto di natura in assoluto, ma come la “rappresentazione della natura”, “la natura come si presenta”. Non era conforme alle solite produzioni animali. La decisione dunque dell’anomalia, del mostro, spettava all’uomo: ciò denota un forte pensiero antropocentrico. In opposizione ad Aristotele abbiamo però Plutarco, il quale, esponente di un’altra corrente, metteva in luce gli aspetti opposti del mostro, ossia l’intelligenza e la virtù.
ROMA Per quanto riguarda invece Roma sappiamo che nelle mappe geografiche che delineavano il mondo conosciuto all’epoca, oltre i confini delle terre conosciute, vi erano dei disegni di mostri, come se i mostri fossero gli abitanti di terre ancora inesplorate. Ciò ci viene provato dagli scritti di Plinio il Vecchio e di Isidoro di Siviglia. Queste credenze – ossia della presenza dei mostri in terre inesplorate – arrivarono fino ai tempi del Medioevo e del Rinascimento.
MEDIOEVO Per quanto riguarda il Medioevo dobbiamo considerare la forte presenza della Chiesa, per la quale il male assume forme mostruose. Ecco che in questa epoca il mostro sarà rappresentato da tutto ciò che è male, dal demonio, una bestia che assume generalmente forme animali.
RINASCIMENTO Il Rinascimento si porterà dietro tante delle credenze medioevali, tra cui appunto il concetto di mostro come manifestazione del male. In questo momento storico anche l’ebreo sarà considerato un mostro, principalmente perché la comunità ebraica fu molto presente negli affari del secolo e la pecunia (=il denaro) era considerato oggetto del diavolo, il mezzo tramite cui il diavolo si insediava nell’uomo, nel genere umano e nel mondo. Bisogna però ricordare che durante questo periodo vi fu anche la scoperta dell’America (1492), grazie alla quale l’uomo entra in contatto con altri esseri umani, “DIVERSI” da lui.
Ai colonizzatori, infatti, gli indigeni sembravano esseri umani completamente diversi, naturalmente schiavi, più vicini però a bestie che ad esseri umani stessi. Ma la conquista di nuove terre portò anche CURIOSITA’, per cui alcuni pensarono di poter imparare da queste nuove creature. Vennero create però delle CAMERE DELLE MERAVIGLIE, ossia luoghi in cui venivano rinchiuse persone o cose considerate mostruose, anche nani; un abitudine ed una tradizione presa dagli Aztechi.