I Macchiaioli a sostegno delle vicende belliche risorgimentali

I Macchiaioli a sostegno delle vicende belliche risorgimentali

nel 1860 Giuseppe Abbati e Federico Zandomeneghi con modalità diverse si uniranno all'impresa dei Mille e il primo perderà l'occhio destro nella battaglia del Volturno. Nel 1866 Abati e Zandomeneghi si arruolarono volontari nel corpo Bersaglieri. Abbati verrà fatto prigioniero e condotto in Croazia

la fedeltà agli ideali risorgimentali non si tradusse mai nei Macchiaioli in un'arte celebrativa; né e prova la grande tela fattoriana dedicata alla battaglia di Magenta della quale il maestro livornese Giovanni Fattori sceglie di raffigurare non il momento della vittoria italiana, bensì un episodio delle retrovie, con al centro l'ambulanza guidata dalle suore della carità che raccoglie i feriti di entrambi gli schieramenti

il campo italiano dopo la battaglia di Magenta - Giovanni Fattori, 1870 il campo italiano dopo la battaglia di Magenta - Giovanni Fattori, 1870

anche Borrani affronterà con pudore il tema patriottico prima in il 26 aprile 1859 in Firenze evocando in un meraviglioso quadro di interno raffigurante una giovane donna che cuce il tricolore nel clima di trepidante attesa che accompagnò la pacifica sollevazione cittadina e la cacciata dei Lorena dalla Toscana;

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il 26 aprile 1859 in Firenze - Odoardo Borrani, 1861 il 26 aprile 1859 in Firenze - Odoardo Borrani, 1861
... e poi in cucitrici di Camicie Rosse, per il quale non c'è riferimento specifico nel titolo ad un particolare momento della storia risorgimentale, ma l'evocazione di una emozione trattenuta che traspare dal muto colloquio di sguardi di quel piccolo gruppo di donne che riunite in un interno cuciono le camicie dei Garibaldini, attendendo notizie dei loro cari che combattono per la libertà della patria. 

Sono opere che non devono essere spiegate a parole, ma la cui tenuta formale poetica è talmente alta da relazionarsi immediatamente con l'animo di ciascuno di noi. La poetica dei macchiaioli dunque si nutre dei valori etici e ideali del Risorgimento, ma coerentemente con le proprie premesse di rinnovamento tecnico e formale non si preoccupa di una loro trascrizione oggettiva, quanto piuttosto di una trasmissione subliminale attraverso il tenore alto della forma artistica 

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