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Grandi Idilli: riassunto

Grandi Idilli: riassunto

“Canti pisano-recanatesi”

Terminate le canzoni e gli Idilli comincia per Leopardi un silenzio poetico che durerà sino al 1828. Egli stesso lamenta la fine delle illusioni giovanili, lo sprofondare in uno stato d’animo di aridità e di gelo, che gli impedisce ogni moto dell’immaginazione. Per questo non scrive più poesia e intende dedicarsi soltanto all’investigazione dell’”arido vero”. Il risultato letterario più rilevante di questo periodo è la prosa filosofica, che si compendia nelle Operette morali. Ne deriva un abbandono degli atteggiamenti titanici degli anni precedenti e una disposizione più distaccata e ironica nei confronti della realtà su cui esercita un influsso l’antica filosofia stoica.


QUALI SONO I GRANDI IDILLI DI LEOPARDI - Canti “pisano-recanatesi”, lui esce da Recanati e si reca a Firenze partecipando alla vita politica del luogo ed entrando in dissenso con il gruppo di liberati, ovvero i scrittori dell’antologia i quali avevano un’impronta illuminista rifacendosi alle ideologie della rivista milanese il Conciliatore, ma Leopardi questo spirito ottimistico che parte nella fiducia del progresso non lo condivide. Una svolta si verifica nel periodo relativamente felice trascorso a Pisa tra l’inverno e la primavera del 1828. Il lungo periodo di silenzio poetico si è concluso. Il poeta assiste a un “risorgimento” delle sue facoltà di sentire, commuoversi e immaginare. Tornato a Recanati alla fine di quel’anno, non vede interrompersi il felice momento creativo neppure nei 16 mesi di “notte orribile” trascorsi nella casa paterna. Nell’autunno del 1829 compone Le ricordanza, La quiete dopo la tempesta, il Sabato del villaggio.



GRANDI IDILLI DI GIACOMO LEOPARDI: RIASSUNTO - Questi componimenti, nati dal “risorgimento” della sensibilità giovanile, riprendono temi, atteggiamenti, linguaggio degli idilli del 19-21: le illusioni e le speranze, le rimembranze, la suggestione di immagini e suoni vaghi e indefiniti ecc. Per questo è nell’uso comune designare i canti pisano-recanatesi del 28-30 con la formula di “grandi idilli”. Sono detti “grandi idilli” dalla tradizione scolastica dalla tradizione scolastica, come negli idilli anche i canti hanno nell’incipit un raccordo con il paesaggio naturale soprattutto della vita e del borgo di Recanati i quali ritornano come residuo dell’immaginazione. Tutto si ferma a questo elemento contenutistico che viene appunto da una visione più ampia per questo “grandi idilli” appunto per le dimensioni ampliate. Ora all’immaginazione lui sovrappone il ragionamento filosofico, si porta questa tendenza dal pessimismo cosmico avendo quindi un atteggiamento speculativo.


COSA SONO GLI IDILLI DI LEOPARDI - Abbiamo una struttura binaria, strofe che danno spazio all’immaginazione e strofe che sono solo argomentative ed essendo in successione danno domande retoriche. L’accoppiata “grandi idilli” in se è un ossimoro, si ha uno sdoppiamento nella loro struttura alternando parti immaginose e parti raziocinanti. Dimostra di nuovo di essere romantico creando una poesia progressiva che ingloba pure la filosofia.
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