In un'atmosfera raffinata, dominata da un alcova coperta di preziosi croccanti, Cigoli immagina la moglie di Potifar spuntare dal buio del letto e fare appello alle sue armi di seduzione femminili per concupire il giovane Giuseppe, il quale si ritrae da lei con un gesto di stizza che non lascia dubbi circa la sua condotta virtuosa
- nel calcare la mano sul modo poco elegante di sedere della donna
- sulla sua presa del mantello del giovane
- sul suo modo ammaliatore di accarezzare i capelli
- e sul tipo di abbigliamento discinto, il pittore trasforma la moglie di Potifar in una avvenente cortigiana che usa tutti i mezzi a sua disposizione per non farsi sfuggire il malcapitato e inesperto giovane.