La donna ha tratti marcati, un naso incisivo. Le ricerche storiche, intanto dicono che Fillide è arrivata a Roma alla fine del Cinquecento, con la madre e il fratello, per entrare quasi subito nel poco rassicurante entourage di Ranuccio Tomassoni, facinoroso capo rione e cattiva compagnia per eccellenza, che Caravaggio doveva uccidere nella sfortunata serata del maggio del 1606.
In una vita di alti e bassi come quella di Fillide, modella, cortigiana, amante di Ranuccio, gli alti coincisero con l'aver incontrato Giulio Strozzi, figlio naturale di un nobile fiorentino, che la famiglia cercò in ogni modo di allontanare da Roma e dalla bella fanciulla dalla condotta irregolare. Giulio fece però in tempo a commissionale il ritratto dell'amata, nel quale ancora negli anni 30 del secolo era evidentemente riconoscibile. Fillide sembra da documenti citati, un autentico nome di battesimo, invece che un soprannome adatto a una prostituta.







