Gellio, Notti attiche: Liber 11, 17-18

Gellio, Notti attiche: Liber 11, 17-18

Latino: dall'autore Gellio, opera Notti attiche parte Liber 11, 17-18

[XVII] Quid significet in veteribus praetorum edictis: "qui flumina retanda publice redempta habent" [XVII] Cosa significhi nei vecchi editti dei pretori: "alcuni hanno fiumi da ripulire pubblicamente accettati"
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[I] Edicta veterum praetorum sedentibus forte nobis in bibliotheca templi Traiani et aliud quid requirentibus cum in manus incidissent, legere atque cognoscere libitum est [I] Fu gradito leggere e conoscere editti di antichi pretori essendo capitati in mano a noi che sostavamo per caso nella biblioteca del tempio di Traiano e che cercavamo qualche altra cosa
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[II] Tum in quodam edicto antiquiore ita scriptum invenimus: "Qui flumina retanda publice redempta habent, si quis eorum ad me eductus fuerit, qui dicatur, quod eum ex lege locationis facere oportuerit, non fecisse" [II] Allora in un certo editto più antico trovammo scritto così: "Alcuni hanno fiumi da ripulire pubblicamente appaltati, se qualcuno di essi sia stato portato presso di me, costui sia detto, non aver fatto ciò che era necessario che egli facesse secondo la legge di locazione"
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[III] "Retanda" igitur quid esset, quaerebatur [III] Si cercava quindi, cosa significasse "da ripulire"
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[IV] Dixit ibi quispiam nobiscum sedens amicus meus in libro se Gavi de origine vocabulorum [VII] legisse "retas" vocari arbores, quae aut ex ripis fluminum eminerent aut in alveis eorum exstarent, appellatasque esse a retibus, quod praetereuntes naves inpedirent et quasi inretirent; idcircoque sese arbitrari "retanda" flumina locari solita esse, id est purganda, ne quid aut morae aut periculi navibus in ea virgulta incidentibus fieret [IV] Allora un certo mio amico che sedeva con noi disse che lui in un libro di Gavio sull'origine delle parole [VII] aveva letto che erano dette "retas" le piante, che o sporgevano dalle rive dei fiumi o si trovavano nei loro alvei, e che erano state denominate dalle reti, perché ostacolavano le navi che passavano e quasi bloccavano; pertanto che egli riteneva essere soliti essere appaltati i fiumi "da ripulire", cioè da liberare, affinché non ci fosse qualcosa o d'impedimento o di pericolo per le navi che transitavano fra quei cespugli
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[XVIII] Qua poena Draco Atheniensis in legibus, quas populo Atheniensi scripsit, fures adfecerit; et qua postea Solon et qua item decemviri nostri, qui duodecim tabulas scripserunt; atque inibi adscriptum, quod aput Aegyptios furta licita et permissa sunt, aput Lacedaemonios autem cum studio quoque adfectata et pro exercitio utili celebrata; ac praeterea M [XVIII] Con quale pena, l'ateniese Dracone nelle leggi, che redasse per il popolo ateniese, abbia punito i ladri; e con quale Solone dopo e con quale anche i nostri decemviri, che scrissero le dodici tavole; e qui scritto, che presso gli Egiziani i furti sono leciti e permessi, presso gli Spartani considerati anche con favore e raccomandati come utile esercizio; ed inoltre un parere di M
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[I] Draco Atheniensis vir bonus multaque esse prudentia existimatus est iurisque divini et humani peritus fuit [I] L'ateniese Dracone uomo virtuoso fu ritenuto essere di molta prudenza e fu esperto di diritto divino e umano
[II] Is Draco leges, quibus Athenienses uterentur, primus omnium tulit [II] Questo Dracone primo di tutti dette le leggi, che utilizzarono gli Ateniesi
[III] In illis legibus furem cuiusmodicumque furti supplicio capitis poeniendum esse et alia pleraque nimis severe censuit sanxitque [III] In quelle leggi stabilì e decise che il ladro di qualsiasi genere di furto dovesse essere condannato alla pena capitale e altre e numerose pene troppo severe