Gabriele d’annunzio: biografia

Gabriele d’annunzio: biografia

GABRIELE D'ANNUNZIO: BIOGRAFIA
La Biografia di Gabriele D’Annunzio. .

Il padre si accorse che Gabriele D'Annunzio era molto intelligente rispetto agli altri quattro figli e quando appena sedicenne compose un'opera di poesia ,egli la fece pubblicare a sue spese, con il titolo Primo Vere. Gabriele D'Annunzio orgoglioso della sua opera si preoccupo di inviarne una copia al più acclamato poeta italiano del tempo, Giosuè Carducci. Dopo la maturità classica si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza ma in realtà si dà alla bella vita. Diventa cronista per un giornale, ed entra nell'alta società. A venti anni sposò una duchessa e ottenne un posto fisso nel giornale "La Tribuna di Roma". Dall'84 all'88 accumula debiti che lo portarono a rifugiarsi in Abruzzo, dove scrisse il primo dei tre romanzi del che gli fruttarono grande fama, Il piacere.

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Opere di Gabriele d’Annunzio

Le donne spasimavano per lui, così abbandonata la moglie e i tre figli si diede alla avventure amorose. La più celebre di queste passioni fu quella che legò il poeta all'attrice Eleonora Duse. Per lei componeva tragedie la più  nota dei quali è La figlia di Jorio, gli incassi delle rappresentazioni delle tragedie Eleonora versava al poeta. Nel 1910 Gabriele D'Annunzio fu costretto a rifugiarsi in Francia per sfuggire ai creditori, lì visse per cinque anni, finché il direttore del Corriere della Sera gli propose di sanare tutti i suoi debiti in cambio di una collaborazione costante al giornale. In realtà il Corriere era il giornale della borghesia lombarda, ed aveva intravisto in Gabriele D'Annunzio e nella sua capacità di persuasione un ottimo strumento per i propri obiettivi nazionalistici.

Con le Canzoni delle gesta d'oltremare Gabriele D'Annunzio aveva già espresso il suo consenso all'impresa libica per cui si sarebbe pronunciato sicuramente a favore dell'intervento italiano nella prima guerra mondiale. Gabriele D'Annunzio rientro in Italia accolto da 80.000 persone alla stazione di Roma. Parlo in Campidoglio sostenendo la necessità dell'intervento immediato nella prima guerra mondiale, definendo il neutralista Giolitti capo dei malfattori. L'interesse di D'Annunzio per la politica risaliva al 1897, quando era stato eletto deputato della destra, ma si proclamava né di destra ne di sinistra, bensì al di là del bene e del male. Egli si ispirava al mito del superuomo, cui tutto e concesso , cui tutto e dovuto; mito diffuso in quegli anni in Europa da pensatori e filosofi, Gabriele D'Annunzio lo applicava a se stesso nella vita quotidiana, in senso reazionario.