La semplicità della composizione, lo studio delle anatomie filtrato attraverso un severo controllo formale, il sensuale abbandono delle figure pur nella loro dimensione tragica contribuirono al successo dell'opera, acquistata ad "altissimo prezzo" da Filippo Ala Ponzone, una delle figure più in vista della nobiltà liberale milanese, giunto a Genova dopo il fallimento dei moti rivoluzionari del 1848.
Un trionfo testimoniato anche dalle numerose repliche che partecipano alla fortuna visiva del mito dei due amanti, destinato a diventare nel corso dell'Ottocento da simbolo privilegiato del sentimento romantico a emblema del dolore umano, nell'indissolubile unione tra amore e morte







