poi, ignorando completamente i risultati, ha deciso in modo del tutto arbitrario chi sarebbe emerso come intelligente e chi no. Gli insegnanti, ignari, hanno cambiato atteggiamento, incoraggiando gli studenti "più promettenti". Gli effetti sono stati sconcertanti. Mentre i bambini considerati "intelligenti" hanno migliorato il loro rendimento in modo considerevole, gli altri sono peggiorati. Rosenthal ha definito la sua scoperta "effetto Pigmalione", ovvero una profezia auto-adempiente, in cui l'insegnante plasma lo studente che crede di avere davanti, a prescindere dalla capacità effettive del bambino o della bambina in questione.
Carol Dweck si è spinta ancora più in là con i suoi studi, somministrando a un altro campione di bambini un simile test del QI, ma con risvolti ancora più intriganti. A prescindere dal risultato dell'esame, Dweck ha suddiviso gli studenti in due gruppi, facendo sì che il primo fosse elogiato per la propria intelligenza e il secondo per il proprio impegno. Dopodiché li ha sottoposti a un secondo test, stavolta lasciando ai bambini la scelta tra un esame più semplice e uno più difficile. Gli studenti elogiati per la propria intelligenza hanno scelto quello più semplice, mentre invece quelli elogiati per l'impegno si sono cimentati con il test più impegnativo.
Poi, Dweck ha somministrato all'intero campione un test di gran lunga al di sopra delle capacità di ogni bambino. Mentre il gruppo lodato per l'impegno ha trascorso più tempo tentando di rispondere ai quesiti, quello la cui intelligenza era stata esaltata si è arreso prima. Infine, la psicologa ha coinvolto gli studenti in un ultimo test, per complessità equivalente al primo, osservando un miglioramento nel gruppo celebrato per l'impegno e invece, un peggioramento in quello elogiato per l'intelligenza.









